La Ganza e la cultura

La Ganza e la cultura
Voce narrante: Alice Bianchi
Credit: Music: https://www.purple-planet.com

Il settore culturale

La cultura è uno dei motori dell’economia italiana, uno dei fattori che alimentano la qualità e la competitività del Made in Italy:  genera 89 miliardi di euro, dà lavoro a 1,5 milioni di persone; inoltre attiva altri settori economici arrivando a 250 milioni di euro e cioè il 16,7% del valore aggiunto nazionale. Sullo scenario europeo: 3 milioni di imprese impiegano 12 milioni di persone e cioè il 7,5% della forza-lavoro dell’Unione.

La partecipazione dei cittadini e delle comunità alla vita culturale è la chiave per accrescere in Europa la consapevolezza del valore del patrimonio culturale e il suo contributo al benessere e alla qualità della vita.

L’Italia gode di un passato prestigioso, retaggio di un popolo che ha da sempre contribuito con il proprio ingegno allo sviluppo e all’arricchimento di un patrimonio culturale e creativo unico al mondo.

C’È VOGLIA DI CREATIVITÀ!

Cinque italiani su dieci hanno prodotto almeno un film o un video; il 6% degli uomini e il 4 % delle donne compone musica; il 15% circa degli italiani adulti si dedica alle arti visive e plastiche: disegno, pittura, scultura e modellazione; quasi un adulto su dieci si dedica alla scrittura di poesie, racconti, diari, blog.

Obiettivi culturali

Fonte: Atti XIII edizione Ravello Lab
Investing in People
Investing in Culture
Ravello 25/27 ottobre 2018

  1. Evidenziare la necessità di una ricerca applicata al linguaggio dei nuovi media, affinché il processo di sintesi linguistica attivi le strategie di comunicazione necessarie ad una visione contemporanea del patrimonio culturale internazionale;
  2. Promuovere l’attivazione di un incubatore per lo sviluppo di figure professionali nell’industria culturale, in grado di saper leggere ed interpretare i big data culturali, per tradurre ogni informazione sul fenomeno in valore culturale;
  3. Strutturare la progettazione di un’architettura delle informazioni digitali, così che i dati di ogni transazione vengano interpretati nella dimensione partecipativa, affidando agli utenti il ruolo attivo di ‘attori’;
  4. Un futurismo che diventi futuribile, al fine di attivare con urgenza le pratiche di archeologia digitale. Ad oggi l’Italia si ritrova ad affrontare la difficoltà a valorizzare il patrimonio digitale, quando il resto della ricerca internazionale si interroga già sulle pratiche di conservazione del patrimonio digitale, facendo emergere in taluni casi gli interrogativi e le speculazioni teoretiche circa la proprietà del bene digitale pubblico;
  5. Estendere la consapevolezza sul valore dell’arte, come patrimonio dell’intelligenza collettiva, di cui lo spazio pubblico si erge a simbolo in espansione;
  6. Promuovere una politica responsabile sulle relazioni tra cultura ed industria, atta a rafforzare i valori della partecipazione collettiva, per un incremento della qualità culturale. Elaborare così modelli di uno storytelling digitale, al fine di evitare la proliferazione della cultura dell’intrattenimento, che si prospetta come una soluzione innovativa nell’imminente urgenza e nell’incapacità di affrontare concretamente la criticità di mediazione per gli spazi culturali ibridi. Investire così attivamente nei percorsi di ricerca che consentano un allineamento strutturale alle avanguardie europee tramite la creazione di un osservatorio nazionale per la promozione e la progettazione culturale;
  7. Coinvolgere maggiormente i new media artists che, operando nello spazio liminale della pratica artistica come intervento culturale, forniscono esperienze professionali di valore condivisibile, utili alla valutazione delle molteplici prospettive.

Per una cultura democratica

L’ultimo Rapporto Annuale Federculture 2018 registra una dato allarmante: è molto alta la percentuale di italiani adulti culturalmente inattivi, 38,8% con picchi dell’80% per quanto riguarda il settore del teatro e del 90% per i concerti classici. Per non parlare della perdita di interesse delle nuove generazioni. Stiamo assistendo alla diminuzione della domanda culturale, soffocata dal disinteresse e dalla passività, e di conseguenza si configurano scenari preoccupanti segnati da perdita di benessere, crisi sociale, isolamento, marginalizzazione, indebolimento dei valori democratici e della fiducia nelle istituzioni. In altre parole, sulla questione della partecipazione attiva alla vita culturale la posta in gioco non è il successo delle iniziative ma la tenuta della comunità. Serve una nuova consapevolezza, operatori culturali e amministratori: non sono solo i numeri l’indicatore del successo di partecipazione, ma la crescita del sentimento di appartenenza alla vita sociale e culturale. In quest’ottica la riflessione sull’audience development e l’audience engagement investe le politiche culturali di una necessaria rivalutazione del ruolo del servizio pubblico, troppo a lungo represso dalle attese di profitto dell’investimento culturale.

Per questa ragione La Ganza parte come un progetto amatoriale, con il concretizzarsi spontaneo di una necessità espressiva. Non solo conta il numero dei partecipanti ma, anche e soprattutto, lo sviluppo nei partecipanti della consapevolezza culturale e della crescita umana. La parola ‘engagement’ rimanda alla capacità di far innamorare, di piacere, di innescare sentimenti di cura e di appartenenza. Al centro della nostra politica culturale c’è dunque un’impresa davvero significativa: costruire una fitta rete di relazioni positive tra le persone. Scegliamo di fare un investimento sul clima di fiducia che stimoli l’ottimismo dell’intrapresa, generi spazi per le sinergie creative, coltivi il desiderio di inclusione e abbia come orizzonte la costituzione di una società aperta e libera. La Ganza ha lo scopo determinante di: cucire il tessuto sociale; coltivare le buone relazioni; includere chi rischia la marginalizzazione; unire lo spirito della comunità; intrecciare legami con gli altri e con le cose. Insomma, il suo scopo originario è quello di far innamorare di nuovo la gente.

L’approccio de’ La Ganza affonda le sue radici nel passato ed ha in nuce l’orizzonte del futuro: è un’evidenza sia di quello che siamo, sia di quanto e come potremmo essere. Lo sforzo è quello di entrare in un futuro più inclusivo che sappia interpretare la cultura come vita, come strumento sociale, come attività quotidiana, come elemento integrante delle persone.

Obiettivo internazionalizzazione

Dati dal Travel&Tourism Competitiveness Report, su scala mondiale:

In Italia siamo quinti per le risorse culturali e dodicesimi per quelle naturali, ma siamo al 121° posto per quanto riguarda il contesto imprenditoriale e al 75° per quanto riguarda la brand strategy.

Investire direttamente sul dialogo internazionale, tramite un necessario incremento del valore dell’ospitalità per mezzo della localizzazione linguistica applicata al turismo; dalle traduzioni in lingue di contenuti web e social, alle strategie di comunicazione ed accoglienza on-site, per un’evoluzione dell’offerta ed un incremento della domanda turistica reale e virtuale. L’internazionalizzazione è trai nostri obiettivi futuri prima di tutto perché noi miriamo a rendere stabile il nostro senso di appartenenza alla comunità europea e a soffermarci sempre di più su tematiche di interesse globale, avendo come localizzazione di partenza la città di Pisa.

Tali presupposti risultano indispensabili ad ogni prospettiva di allineamento concreto con la media europea in ambito di progettazione culturale.

Sull’intrattenimento

Le attività economiche definite “totalmente culturali” da Eurostat costituiscono un insieme piuttosto articolato, che comprende l’editoria, le attività di produzione e trasmissione cinematografiche, televisive, radiofoniche e nel campo dell’informazione giornalistica, la produzione di videogames, l’architettura, la grafica e il design, l’educazione in campo culturale e altre attività creative, artistiche e culturali.

Ebbene, La Ganza è una accanita promotrice di tutto ciò che è cultura.

I prodotti di intrattenimento sono i più acquistati online in Italia.
Negli ultimi anni, il settore dell’editoria digitale e dell’informazione on-line ha registrato una rapida evoluzione caratterizzata da una crescita sia quantitativa che qualitativa delle proposte editoriali. In particolare, un fenomeno interessante nel mondo della comunicazione digitale, è rappresentato dalla nascita e dallo sviluppo dei quotidiani elettronici diffusi sul Web, che ha condizionato in modo significativo non solo le strategie editoriali e commerciali dei giornali tradizionali, influendo sui contenuti, i tempi e il modo di fare informazione, ma anche sulle esigenze e le abitudini informative dell’utenza.  La Ganza cavalca l’onda d’innovazione.

Dopo una prima fase di espansione prettamente quantitativa, cominciata nel 1998 con l’esplosione del Web e durata fino al 2002, con la crisi della new economy e il ridimensionamento degli investimenti nelle tecnologie e nei servizi telematici, l’offerta dei quotidiani on-line si è progressivamente diversificata, promuovendo una maggiore qualità dei contenuti informativi e dei servizi erogati.

La qualità preminente della nostra rivista è quella di essere progettata per veicolare il dialogo.

Vi piacciono i nostri contenuti? Sostenete la nostra campagna di fundraising: l’era de La Ganza

Alice Bianchi

Alice Bianchi

Nata e cresciuta a Pisa, dopo il triennio in comunicazione e il corso pre-accademico di canto lirico al Mascagni di Livorno, ha iniziato a studiare editoria digitale. Nonostante ritenga di avere una vita sconclusionata, si sente ganza e "La Ganza" l'ha fondata. Ma l'ha fatto più che altro per ruzzare in bella e buona compagnia.

Commenta