Liquore al corbezzolo

Liquore al corbezzolo

Fare i liquori in casa è un’attività piuttosto comune e di grande soddisfazione: il liquore al corbezzolo è un ottimo candidato sia per gli esperti del settore, che per quelli che non sanno nemmeno come iniziare.

Ma perché proprio il corbezzolo? Innanzitutto, perché fruttifica in questo periodo, quindi si tratta di un prodotto stagionale. Oltre a questo, si tratta di una pianta comunissima nelle nostre zone, e quindi estremamente accessibile.

Il corbezzolo

Il corbezzolo è una pianta sempreverde della macchia mediterranea. Un arbusto, che di solito non supera le dimensioni di un piccolo albero, estremamente reattivo al passaggio del fuoco, tra i primi a ripopolare le aree devastate da incendi.

Corbezzolo in fiore
Corbezzolo fiorito

Ha la caratteristica di fiorire e fruttificare nello stesso periodo (in autunno), cosa che lo rende estremamente ornamentale: in questi mesi sul corbezzolo convivono il rosso delle bacche, il verde delle foglie e il bianco dei fiori. Molto patriottico, se vogliamo.

La raccolta

Per il liquore al corbezzolo ci servono le bacche, che sono ruvide e granulose e crescono in piccoli grappoli.

Il mio posto preferito per la raccolta si trova sui Monti Pisani, ma in situazioni come quella di quest’anno, in cui la pandemia non ci permette di muoverci a piacimento, per fortuna mi sono venuti in aiuto degli amici che hanno l’albero in giardino.

Le bacche sono pronte per essere raccolte quando si staccano facilmente dal picciolo. Non sempre il colore rosso acceso è segnale di maturazione: alcune bacche rossissime non si staccano nemmeno con le cannonate, altre un po’ più giallognole cadono appena sfiorate.

La mia regola personale è: se si stacca la prendo, altrimenti ripasso domani.

Il liquore al corbezzolo

Prima fase

Una volta raccolte un po’ di bacche, dobbiamo procurarci dell’alcool a 96 gradi per uso alimentare, che si trova un po’ in tutti i supermercati, dello zucchero, un barattolo di vetro capiente (quelli quattro stagioni vanno benissimo), un misurino per liquidi e una bilancia.

Si inizia il processo riempiendo il barattolo con l’alcool e aggiungendo le bacche. Io metto 500 ml di alcool per 500 g di bacche: è una proporzione che non si basa su nessuna base scientifica se non il fatto che ho visto negli anni che funziona, quindi potete usarne una che preferite. L’importante è che, all’interno del barattolo, le bacche siano completamente coperte dall’alcool.

Liquore al corbezzolo: bacche di corbezzolo in infusione nell'alcool
Bacche di corbezzolo in infusione nell’alcool

Una volta messi in infusione i frutti, si tappa tutto e si mette in dispensa, al fresco e al buio, per diversi giorni. A me piace tenerle per 30 giorni, perché il sapore diventa bello strutturato e forte, ma dopo una decina di giorni potreste già toglierle, se vi piace più qualcosa di fresco e leggero. Il mio consiglio è: provate. La sperimentazione è modo il migliore per trovare una formula adatta a voi!

Seconda fase

Terminato il tempo di infusione, si procede togliendo le bacche dall’alcool. Prima di buttarle, le schiaccio un po’ con una forchetta in un colino, in modo da tirar fuori anche un po’ di quello che si sono bevute. Se provate a misurare l’alcool rimasto, infatti, vedrete che circa 70 ml su 500 se li sono fregati loro.

Misurare l’alcool rimasto è importante per calcolare la gradazione alcolica e per regolarsi con lo zucchero.

Si passa ora alla preparazione dello sciroppo: io calcolo il 120% di acqua, rispetto all’alcool rimasto, e il 60% in peso di zucchero, perché non mi piacciono i liquori dolci.

Per fare un esempio: per 500 ml di alcool rimasto dopo aver tolto le bacche, faccio uno sciroppo con 600 ml di acqua e 360 g di zucchero.

Lo sciroppo si fa semplicemente facendo sciogliere lo zucchero in acqua, in un pentolino sul fuoco basso. Appena la mistura inizia a bollire, spengo il fuoco e lascio raffreddare. Il calore serve solo a facilitare la solubilità dello zucchero: lo sciroppo si può fare anche a freddo.

Terza fase

Una volta raffreddato lo sciroppo, lo unisco all’alcool rimasto nel barattolo di vetro. A questo punto si può direttamente filtrare ed imbottigliare, ma a me piace aspettare qualche giorno, per dar tempo al liquore di amalgamarsi bene.

Per il filtraggio si può usare un po’ di tutto: da i teli di stoffa fine, ai filtri per il caffè, al semplice scottex. Basta rivestire del filtro scelto un imbuto, e versare attraverso di esso il liquido dentro il contenitore prescelto per l’imbottigliamento. Questo passaggio serve solo ad eliminare il deposito di particolato che, a seconda di quanto bene avete filtrato, rimarrà comunque. È più un fatto estetico che funzionale, anche se in effetti, il liquore non filtrato “sa più di rustico”.

A sinistra: liquore al corbezzolo non filtrato. A destra: liquore al corbezzolo filtrato
A sinistra: liquore non filtrato. A destra: liquore filtrato

Gradazione alcolica

Se avete seguito questo procedimento, otterrete un liquore al corbezzolo di circa 35 gradi. Se preferite una gradazione un po’ più basta, potete semplicemente aggiungere un po’ d’acqua: questa diluirà il liquore senza inficiare troppo il sapore.

La gradazione alcolica, infatti non è altro che il rapporto, in volume, del liquido alcolico rispetto a quello totale: se aumentiamo quello totale, mantenendo inalterato quello alcolico, la gradazione scenderà.

Formula per la gradazione alcolica
Formula per la gradazione alcolica

Così avete ottenuto, partendo da un prodotto locale e stagionale, un ottimo liquore il cui sapore somiglia vagamente al Cointreau. Il procedimento, come avete visto, è piuttosto semplice, e vi assicuro che la resa è fenomenale.

Senza considerare il fatto che la maggior parte dei liquori segue la stessa procedura, e che quindi adesso potete sbizzarrirvi e provare a farne di tutti i tipi!

Vi è piaciuto l’articolo? Qui il link al precedente che parla di costruire con le canne di fiume.

Se vi siete incuriositi, qui il link ad un articolo che parla della prima volta che ho fatto il liquore al corbezzolo!

Giulia Pochini

Giulia Pochini

Creatura mitologica mezza scienziata e mezza artista, lascia la curiosità alla guida delle sue esplorazioni. Fa un sacco di cose, senza saperne realmente fare nessuna, ma nel frattempo si diverte un sacco.

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