Friluftsliv! Una filosofia di vita all’aria aperta

Friluftsliv! Una filosofia di vita all’aria aperta
camminare nella natura
© gratisography

Friluftsliv! La parola di non facile pronuncia che dà il titolo a questa rubrica è nata dalla penna del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, che la usa per la prima volta in un poema intitolato Sulle Alture.

È una parola che racchiude tre concetti molto grandi — “aria”, “libertà” e “vita” — rendendo non semplicissima la traduzione, ma in italiano potremmo renderla come “vita all’aria libera”, che ricorda un po’ la più famosa pittura en plein air tanto cara agli Impressionisti.

In seguito il concetto di Friluftsliv è stato reso popolare da un altro norvegese: Arne Naess, il più importante filosofo della sua nazione e un personaggio fondamentale nel campo della filosofia dell’ambiente, conosciuto non solo per i suoi scritti sull’Ecologia Profonda ma anche come attivista, sostenitore della non-violenza, amante della natura nella sua interezza e delle montagne in particolare.

Arne Naess, filosofo
Arne Naess – foto da http://marieleaks.blogspot.com/

Naess usa il termine Friluftsliv per indicare un’esperienza dello stare all’aria aperta – o aria libera – che è diversa da quella che si ha visitando un luogo stando all’interno dei circuiti del turismo di massa o praticando degli sport outdoor come l’alpinismo, molti dei quali hanno una natura competitiva o richiedono l’utilizzo di strumenti tecnici costosi (e quindi non per tutti), oltre a presupporre la natura come qualcosa da conquistare per soddisfazione personale.

La Friluftsliv, al contrario, vuole essere un’esperienza genuina di incontro e interazione armoniosa con la natura che ci circonda, dove questa non è considerata come un’attrazione o un parco divertimenti, ma come un’occasione per sentirsi veramente a casa. Essa risponde a qualcosa che per Naess non è tanto un desiderio di svago lontano dalle pressioni della vita urbana, ma un vero e proprio bisogno vitale di spazi aperti e di attività a cielo aperto, di ristabilire le proprie radici e il proprio senso di appartenenza al mondo.

Questo significa che una semplice passeggiata in campagna, fatta per la pura gioia di stare in mezzo alla natura libera e di comprenderla, può essere un’esperienza della natura più autentica dello scalare una montagna in una riserva naturale incontaminata solo per il gusto di “conquistarne” la vetta.

stare all'aria aperta
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Con Naess, insomma, la Friluftsliv diventa una vera e propria filosofia di vita che è entrata a far parte integrante della cultura dei norvegesi, che amano avere la possibilità di uscire dall’ambiente urbano e ritrovarsi, coprendo solo una breve distanza, immersi in un bosco.

Certamente la Friluftsliv trova radici fertili nella antica tradizione rurale dei paesi scandinavi, nel peculiare rapporto storico che i norvegesi hanno con la natura del loro paese, una natura maestosa e sublime, forse poco ospitale con chi vi abita, ma pur sempre casa ancestrale.

Una filosofia di vita del genere forse potrebbe essere difficilmente trasferita tale e quale in altri paesi, ma possiamo certamente comprendere il sentimento che è alla sua base e trarne ispirazione per cambiare il nostro rapporto con la natura.

Un cambiamento veramente necessario al giorno d’oggi, dal momento che siamo chiamati ad affrontare una crisi ambientale che sta mettendo a rischio la sopravvivenza della nostra specie, oltre a quella di molte forme di vita che abitano con noi sulla Terra: inquinamento, cambiamenti climatici, impoverimento della biodiversità, estinzioni di massa ed esaurimento delle risorse naturali sono solo alcuni dei sintomi del problema che la nostra società è chiamata ad affrontare.

natura incontaminata
© Nic Jackson at littlevisuals.co

La proposta della rubrica è dunque questa: usciamo. Non possiamo farlo nel momento in cui vi scrivo, per il bene di tutti, ma quando questo brutto periodo della nostra storia sarà finito e il Coronavirus sarà sconfitto, usciamo a riscoprire quello che abbiamo dimenticato. Troviamoci faccia a faccia con la natura. Cerchiamola sì nei boschi e nelle montagne ma anche nei giardini domestici, nei parchi urbani, nelle campagne, nell’erba che cresce tra i blocchi di un marciapiede. Rigettiamo l’idea per cui la natura sia un’entità separata da noi, in cui possiamo essere unicamente turisti o padroni. Osserviamo la parte di noi che abbiamo perso con l’industrializzazione, il consumismo sfrenato e l’urbanizzazione sconsiderata e facciamola di nuovo nostra. In una parola sola: Friluftsliv!

Caterina Migliaccio

Caterina Migliaccio

Caterina Migliaccio è stata avvistata per la prima volta a Pisa pochi decenni fa. Non sappiamo molto delle sue abitudini perché è un essere molto schivo e silenzioso, ma in passato si diceva che infestasse la biblioteca di Filosofia dell'università locale, mentre da un po' di tempo sembra che sia più facile incontrarla mentre vaga nei boschi e nelle campagne.

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