Oleolito di Iperico: un rimedio casalingo per le bruciature

Oleolito di Iperico: un rimedio casalingo per le bruciature

L’oleolito di Iperico è una di quelle cose che in casa mia non è mai mancata. Un paio di gocce su una bruciatura fanno si che il giorno dopo si pensi: ma mi sono bruciata davvero o me lo sono sognato?

Si tratta di un rimedio tanto efficace quanto facile da preparare, e va bene per tutti i tipi di scottature: da quella solare, a quella fatta col forno, compresa quella da strusciamento.

Ma se leggendo il titolo di questo articolo avete pensato: OLEOCHE?, non disperate, partirò dal principio. Ovvero:

Che cosa è un oleolito?

L'oleolito di iperico dell'anno scorso.
l’oleolito di iperico dell’anno scorso

La Treccani ci dice:

Oleolito: preparato farmaceutico che si ottiene sciogliendo una o più sostanze medicamentose in un olio grasso.

In soldoni, si usa dell’olio per estrarre i principi attivi di una pianta. Questi possono essere custoditi nel fiore come nelle radici o nella corteccia, a seconda della specie.

Come si prepara un oleolito?

Ci sono diverse procedure, che variano in base alla pianta e dipendono dalla facilità con cui questa è disposta a cederci i suoi principi attivi. In tutti i casi si parte immergendo in olio le parti della pianta che ci interessano. Per i casi più facili, si mette il macerato all’ombra e si aspetta qualche giorno. Per quelli più difficili, è necessario fare opera di convincimento scaldando il miscuglio, per qualche ora, a bagnomaria.

Riguardo alla scelta dell’olio, a me piace usare quello di oliva, perché ha un buon odore e perché si irrancidisce più difficilmente di altri. Si può usare però ogni tipo di olio: da quello di semi a quello di riso, a quello, più chic, di mandorle dolci.

L’Iperico

Si tratta di una pianta officinale perenne comunissima, che fiorisce in tarda primavera-estate con piccoli fiorellini gialli a 5 petali.

Hypericum Perforatum: l'ingrediente principale dell'oleolito di iperico
Hypericum Perforatum

Si chiama anche “Erba di San Giovanni”, perché viene tradizionalmente raccolto durante la notte del 24 giugno. Il suo nome scientifico è Hypericum perforatum, e si riferisce al fatto che in controluce, le sue foglie sembrano tutte bucherellate.

Preparazione dell’oleolito di iperico

Il principio attivo che ci interessa è contenuto nei fiori, per cui il primo passo è andare a raccoglierli. Per fortuna abbiamo a che fare con una pianta estremamente comune, quindi trovarla non sarà difficile. Cresce spesso sui cigli delle strade ma sempre meglio cercare un posto più lontano possibile da fonti di inquinamento.

Mi raccomando, non raccogliete mai piante di cui non siete sicuri al 200%! L’iperico somiglia pericolosamente al ranuncolo selvatico, che è tossico. Se non siete sicuri, portatevi un amico che ne capisce.

Una volta sicuri di aver trovato la pianta giusta, raccogliete solo i fiori e solo la quantità che vi serve. Io di solito riempo un vasetto della marmellata. Dobbiamo turbare il meno possibile la pianta, in modo che dopo il nostro passaggio sia in grado di continuare il suo ciclo vitale.

A questo punto è sufficiente prendere un vaso di vetro e riempirlo con l’olio che avete scelto, fino a coprire completamente i fiori. Va lasciato al sole per un mese, ricordandosi di scuoterlo ogni tanto, per evitare che si formino muffe. Il sole, scaldando il miscuglio, accelererà l’estrazione dei principi attivi.

Oleolito di iperico appena messo in macerazione.
Fiori immersi in olio di oliva

Passati i 30 giorni, basterà filtrare l’olio con una garza o un filtro di carta e, dopo aver strizzato bene i fiori, avrete ottenuto un unguento contro le scottature fenomenale.

L’oleolito si conserva piuttosto bene, in un vaso di vetro al buio. Dopo un paio di anni perde di efficacia, in teoria. In pratica io ho una piccola scorta che risale al 2012 che funziona ancora benissimo, quindi via alla produzione!



Vuoi approfondire? Qui il LINK alla cronaca di una giornata di raccolta.

Ti è piaciuto l’articolo? Qui il LINK al precedente, ovvero “Concime naturale: quattro alternative ai prodotti industriali”.

Giulia Pochini

Giulia Pochini

Creatura mitologica mezza scienziata e mezza artista, lascia la curiosità alla guida delle sue esplorazioni. Fa un sacco di cose, senza saperne realmente fare nessuna, ma nel frattempo si diverte un sacco.

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