Dall’igiene borghese ad oggi

Dall’igiene borghese ad oggi

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A partire dal Settecento

Il panorama sociale europeo si arricchisce di una nuova classe che sta accrescendo la propria influenza: la borghesia.
Questa si propone di diventare sempre più ricca e potente, influente e colta. Man mano che questa evoluzione va concretizzandosi, l’ambiziosa borghesia assume una nuova identità che sempre meno tende ad uniformarsi alla classe nobile e anzi, sempre più si differenzia da quest’ultima con uno slancio di forte orgoglio di classe.
I borghesi allora inventano un nuovo modo di abitare, curare il benessere, vivere l’intimità, il corpo e anche l’igiene.

Questa nuova fetta di popolazione introduce proprio il concetto di intimità, in un mondo in cui la promiscuità era una regola.
Ad esempio sono celebri le riunioni tra il Re di Francia e la propria corte mentre il sovrano sostava senza problemi, sulla “sedia comoda” ( questo il nome utilizzato per il trono adibito a serbatoio per le funzioni corporali) ad espletare i propri bisogni fisiologici.
In pochi decenni questo concetto di intimità, di privato, invaderà le società europee sino a diventare una vera ossessione e a raggiungere durante l’epoca vittoriana livelli – ai nostri occhi – ridicoli!
Da qui, la necessità di confinare, in modo netto, lo spazio dedicato all’igiene: il bagno.

Con questa determinazione del confine, anche i gesti del bagno diventano operazione da svolgersi categoricamente all’interno delle stanze da bagno, protetti da sguardi indiscreti.
E’ in questo periodo che il classico set catino-brocca sul treppiede, si trasforma nel vero e proprio lavabo che sopravvive ancora oggi nelle nostre toilette!
Si diffonde il bidet, fino a quel momento usato di rado soprattutto dalle donne, poco usato anche nella sua versione medievale il bénitier.

Prende piede una nuova cultura della salute del corpo

FIG.1: antico bidet di ceramica, Lucca, Diciottesimo secolo.

La borghesia infatti fa vanto delle proprie fortune in virtù del fatto che esse sono frutto del duro lavoro e non di eredità senza meriti.
Lavoro significa fatica, intelligenza ed energia, e il corpo, un corpo sano e prestante, diviene il simbolo di questo orgoglio borghese. Bisogna essere sani, prendere esempio dalla natura vigorosa e verdeggiante, sana, fresca…
Anche i profumi diventano il simboli della finzione nobiliare, dell’inganno.

Questa nuova visione della vita, porta con sé un nuovo approccio all’acqua, anche della classe medica.
In particolare si diffonde e si rafforza la convinzione che il bagno freddo rinforzi la salute e rigeneri il corpo.
L’idea che l’acqua possa essere utilizzata a fini curativi – convinzione di antica memoria: già Ippocrate ne decantava i benefici effetti – introduce nuove pratiche quotidiane.

Siamo ormai alle porte dell’Ottocento

Periodo in cui vediamo la fondazione del primo vero e proprio istituto idroterapico ad opera di tale Preissnitz, contadino della Slesia. L’idroterapia prevede bagni caldi, freddi, avvolgimenti terapeutici, impacchi umidi, spugnature e frizioni.
Torna ad essere in voga il bagno a pioggia, nasce una vera e propria corrente igienista cui aderiranno molti medici.

FIG. 2: Istituto idroterapico di Stresa, una struttura considerata lussuosa durante la belle époque.(fonte: Archivio iconografico del Verbano Cusio Ossola).

La correlazione tra acqua, pulizia e salute sembra ormai innegabile in un mondo, quello della Prima grande rivoluzione Industriale, in cui la mortalità infantile era altissima, le aree metropolitane erano flagellate da tifo, tubercolosi e colera, e le città erano sudice e nere per le polveri di carbone che impestavano letteralmente l’aria.
Fanno così la loro ricomparsa i bagni pubblici, ma attenzione a non scambiare il termine “pubblico” con il concetto di “popolare”. Sono infatti veri e propri stabilimenti di lusso in cui le persone facenti parte della classe povera non possono entrare.
Per questa fascia popolare esistono invece i cosiddetti “bagni da due penny” in Inghilterra, o i “bagni da quattro soldi“, nella versione francese. Questi sono rozzi luoghi, spesso sulle rive di un fiume, in cui la classe lavoratrice può ricrearsi e in qualche modo avvicinarsi alle pratiche igieniche. Vengono create soprattutto per limitare le epidemie, o per lo meno per tentare di farlo e per contrastare l’alcolismo offrendo un’alternativa più salubre.

La sporcizia diventa sinonimo di indecente, depravato, contagioso

Anche il cittadino povero, con la pulizia può avvicinarsi alle virtù borghesi ed avere un aspetto dignitoso e rispettabile.
Si diffondono anche numerosi trattati di igiene.
Verso la fine dell’Ottocento le città vedono la comparsa dell’acqua corrente, mente nelle campagne la vita scorreva senza questo lusso.
In questo periodo diventa perentorio anche per i poveri nelle campagne lavarsi volto e mani, e una volta a settimana i piedi e le altre parti del corpo solitamente coperte.
Dobbiamo pensare che ci troviamo in un’epoca in cui anche gli individui delle classi più agiate e ricche possono perdere la vita per una – diremmo oggi – banale influenza, quindi non deve stupirci che l’igienismo popolare desse prescrizioni di lavaggio così lontane da ciò che prevediamo oggi, lavarsi infatti significava scoprirsi -magari in pieno inverno- e bagnarsi con acqua, che non era sempre possibile riscaldare, esponendosi così ad un serissimo rischio di malattia e di morte.
Senza contare poi, che lacqua fredda per lavarsi era da preferire rispetto all’acqua calda, considerata un vero e proprio elemento indebolente per la salute.

Quindi lavarsi sì, ma fare il bagno…beh meglio di no, perché il bagno doveva necessariamente essere caldo, e l’acqua calda era un modo per perdere la salute secondo i convincimenti medici dell’epoca.

Ma pian piano si fa strada l’idea che, dopo tutto, lavarsi con l’acqua ben calda, non può essere così male e allora nasce tra le classi più agiate, la volontà di rendere il bagno caldo un rito di cui andare orgogliosi anche per ostentare la propria ricchezza e il proprio prestigio. Ecco quindi che…

Nella seconda metà dell’Ottocento

Secolo delle esposizioni universali, delle sperimentazioni tecnologiche, delle idee audaci… Viene inventato un metodo per riscaldare l’acqua in modo – per così dire – automatico, per evitare di dover trasportare piccole quantità di acqua calda in secchi, su e giù per i vasti ambienti delle ville borghesi, che arrivate poi a destinazione, probabilmente non dovevano essere ancora così calde.
Siamo al dunque: la

Scoperta dell’acqua calda!

Attraverso l’uso di caldaie a carbone direttamente collegate ad un soffione per l’acqua, il tutto posto direttamente a ridosso della vasca, che assume quindi una collocazione fissa e diventa più comoda. Questo sistema consente di riempirla direttamente in loco e di rendere perciò possibili i bagni caldi con una frequenza ben più alta rispetto a prima.

FIG.3: raffigurazione di una vasca da bagno con riscaldatore d’acqua a carbone, immagine pubblicitaria ottocentesca.

A questa invenzione seguì poi lo scaldabagno a gas per riscaldare l’acqua, spesso protagonista di esplosioni e incidenti letali.
Ma cosa si usava come detergente, in questo periodo, per lavarsi?

Beh l’immancabile sapone, da quello di Aleppo dal sapore esotico, e di Marsiglia, nelle zone meridionali dell’Europa, a quello ricavato dal grasso animale più a nord.
Composti per lo più da essenze profumate, succo di cipolla, aceto e olio di lino invece gli intrugli per lavare i capelli lunghissimi delle dame vittoriane, le quali non li lavavano spesso per la verità, poiché l’asciugatura diventava un vero e proprio rischio per la salute, visti i lunghi tempi che prevedeva.

Negli stabilimenti idroterapici e termali, di moda tra la ricca borghesia, si potevano ancora trovare bagni turchi e saune, con anche improbabili “trappole” di metallo che letteralmente stufavano il corpo come in una pentola a pressione, considerati un toccasana per la pelle, i polmoni e i dolori articolari.

Nei primi anni del Novecento poi, fa la sua comparsa l’idromassaggio, inventato dai fratelli Jacuzzi, friulani, inizialmente come metodo di cura per uno dei loro figli malati di poliomielite. La “Jacuzzi” si diffuse enormemente sia come strumento rilassante che terapeutico, fino a diventare uno status symbol per le persone facoltose e potenti.

Abbiamo terminato il nostro viaggio nella storia del bagno e dell’igiene

Spero che questi primi tre episodi ti abbiano tenuto compagnia e arricchito di conoscenze che non avevi.

Ti ricordo che se vuoi scrivermi puoi farlo cercandomi su Instagram @coonikiara o mandandomi una mail a
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Ti aspetto nel prossimo articolo! A presto!

Chiara Pastorino

Chiara Pastorino

Sono nata, sto crescendo e sono quasi sicura che morirò, ma solo dopo essere stata molto felice.

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