Le anatre del cuore

Le anatre del cuore

1. La socializzazione: aspetto partecipativo e valore del gruppo

L’armonia del corpo va di pari passo con l’armonia dell’animo, per cui è importante e necessario che i soggetti che partecipano alla palestra divengano un gruppo con una comunità di intenti e di condivisione. Le individualità comunque sono una ricchezza dato che colorano l’espressione dell’insieme.

Perciò, al di là dell’aspetto puramente psico-motorio che curiamo in palestra, è fondamentale tener di conto del puro aspetto partecipativo, in quanto con quest’ultimo raggiungiamo lo scopo di distogliere la persona, violata dalla malattia, dallo starsene rinchiusa in casa.
La casa, questo luogo, certamente fa sentire la persona protetta ma, allo stesso tempo la ingabbia in un isolamento e spesso in uno stato depressivo, lontano dalle dinamiche sociali.

Per cui, uscire di casa e frequentare un gruppo,  riconduce i singoli in un ambiente sociale dove i rapporti sono scambievoli e nel tempo si approfondiscono, si personalizzano e creano quell’humus affettivo che fa tanto bene al cuore di chiunque.

2. Praticare le attività psicomotorie in un ambiente di serenità e pace

Il compito del gruppo è quello di unire le persone e certo non di  allontanarle, in un humus collaborativo in cui il corpo, la mente e le emozioni siano rispettate, evitando quindi un agonismo negativo in cui  fioriscano la critica, il giudizio e la misura ad ogni costo, che rende chiusi, per prestare invece attenzione a chi ci sta accanto e per ricevere come un dono e una responsabilità la reciproca presenza. Ebbene un ambiente accogliente e pronto all’accettazione, che infonda serenità e amicizia in cui condividere sé stessi.

A tale riguardo mi piace molto configurare il rapporto umano all’interno del gruppo con un’immagine metaforica in cui anatre e persone, per analogia, seguono un modo di rapportarsi simile:

Lo stagno è piuttosto grande e qui vivono le anatre… Immagino che alcune di loro vadano d’accordo e altre no, che tra loro succedano un sacco di cose, ma non le ho mai viste litigare… e intanto penso alle signore anatre e provo una calda, intensa sensazione di felicità. Tanto che mi viene da pensare che era tanto, tanto tempo, che non mi sentivo felice. E per il momento questo è tutto sulle signore anatre”.

L’uccello che girava le viti del mondo‘ di Murakami Aruki, p. 812

Così, lo stagno che altro non è che la palestra, è, nel mio immaginario, un luogo ameno e di pace, dove recarsi a parlare e battibeccare del più e del meno, di cose serie e meno serie, stare in compagnia, scherzare e rilassarsi insieme amabilmente facendo movimento.

Ornella Martini

Ornella Martini

Dopo aver trascorso la sua gioventù sperimentando ed esprimendosi nello sport, attualmente, in fase di giovanile ricerca intellettuale ha cura del corpo-mente in attività psicomotorie tese al benessere.

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