Campi d’azione psicomotori

Campi d’azione psicomotori

Il fulcro intorno a cui ruota la ginnastica che io propongo è innanzitutto l’esecuzione regolare e metodica di esercizi appartenenti ai punti sotto indicati, che vengono svolti un’ora la settimana per tre volte (lunedì, mercoledì e venerdì) con uno sforzo sub-massimale (ossia sotto la soglia della fatica), ricercando:

  1. Recupero delle posizioni di postura.
  2. Rendere partecipe la mente del soggetto alle attività compiute perché PIANO-PIANO siano resi percepibili  (propriocettività)  i gesti che andiamo a compiere, in modo da renderli perfettamente riproducibili a volontà, consolidati nel tempo.
  3. Produrre un’azione con costante ripetizione degli esercizi,  che a sua volta agisca sui vari distretti corporei, stimolandoli affinché si  detendano (allungamento), si articolino (mobilità articolare), si tonifichino, ovvero  migliorino gradualmente la resistenza e la forza dei gruppi muscolari coinvolti (irrobustimento) e, non ultimo, fatti riposare secondo le necessarie e corrette modalità  (RIPOSINO).
  4. Concentrarsi sui giusti movimenti, così come indicati dall’insegnante, perché ne derivi il massimo beneficio, possibile; per questo ricerco la perfezione del gesto, curando che nell’esercizio stesso si raggiunga la massima escursione, che consenta comunque di non entrare in contrazione muscolare.
  5. Massima attenzione alla respirazione con esercizi specifici  di sensibilizzazione, ed inoltre, associazione dell’inspirazione e dell’espirazione agli esercizi che compiamo. In particolare, contenuto allenamento allo sforzo aerobico per evitare carichi di affaticamento  sull’apparato cardio-respiratorio.
  6. Ricerca, nei tempi possibili, una volta raggiunto un discreto apprendimento dell’esercizio, del suo eseguirsi con fluidità ed elasticità (assecondare il gesto).
  7. Esercizi per stimolare il flusso energetico.
  8. Esercizi di auto massaggio, in particolare sui piedi e sulle mani.
  9. Esecuzione di esercizi di coordinazione  motoria, coordinati e coreografici, eseguiti sempre  da ogni singolo in gruppo.
  10. Training autogeno, ove l’ambiente lo consenta.

Tutto ciò preferibilmente accompagnato da un sottofondo musicale gradevole e pacato, ove sia possibile, in modo che lo stimolo psicologico  che la musica può produrre non sia causa di stimoli emozionali forti e alteranti o induca ad una gestualità di tipo eccessivamente aerobico.

CONCLUSIONI

La validità di quanto da me proposto si verifica dalla risposta impegnata dei fruitori di questo corso. Essi partecipano con un coinvolgimento, ammirevole nel seguire e riprodurre gli esercizi indicati, desiderosi di imparare e migliorarsi.

Essi non mancano una lezione, sono attenti e collaborativi. Si è creato un gruppo affiatato e propositivo. Nello scorrere delle lezioni, le posture acquistano un maggior controllo da parte del soggetto che si accorge sempre di più dei progressi psico-fisici che l’esercizio produce, aggiungendo maggiore carica all’essere presenti.

Scoprono, in aggiunta, che, partecipando alle esercitazioni in palestra e seguendo il percorso programmato e comunque modulato in base alle necessità che si presentano nel tempo, traggono i benefici e si si arrivano a vivere il benessere.

Ornella Martini

Ornella Martini

Dopo aver trascorso la sua gioventù sperimentando ed esprimendosi nello sport, attualmente, in fase di giovanile ricerca intellettuale ha cura del corpo-mente in attività psicomotorie tese al benessere.

Commenta