Al traguardo insieme

Al traguardo insieme

 L’UMANITA’ COLLABORA PER ESSERE FELICE, O MEGLIO, DOVREBBE

La gioventù porta in sé il desiderio del gioco, e presto, in gran parte, aderirà ad uno sport per soddisfare questo bisogno. 

Quello che ho sperimentato, mi ha insegnato che lo sport, finché rimane gioco, è fantastico perché innalza le virtù, come: coraggio, collaborazione, amicizia, impegno, generosità. Insegna il gusto dell’ideale e del perfetto, che è insito nell’anima umana ma resta troppo spesso inespresso; inoltre insegna ad avere fiducia nella vita.
Lo sport è anche incontro tra giovani provenienti da diversi luoghi delle provincie, delle regioni, delle nazioni e dei continenti, a cui è offerta la possibilità di incontro tra popoli ed etnie diverse. Si ritrovano in virtù del piacere di praticare ciò per cui sono inclini. E le varie discipline sportive, in questo senso, offrono un ampio ventaglio di scelta che può dare spazio a tutti.

Ma quando lo sport viene incanalato da interessi che non hanno il  fine in sé, ma in qualcosa d’altro, degenera. A tale proposito Charles Blondel scrive:

Lo sport, ora, è un idolo che esige rinunce, sacrifici, anche vittime. La volontà di vincere fa del gioco un lavoro ed una prova, l’allenamento è ascetismo

B. Gillet, Histoire du sport, Vendome -France-, 1948.

Oggi, espressioni definite di stampo sportivo sono troppo spesso finalizzate e rese sterili perché assoggettate a condizioni di tipo commerciale e tese al risultato economico. Queste necessità fanno sì che vengano violate le regole nei singoli sport pur di raggiungere la vittoria ad ogni costo.

Ma… il vincitore corre sempre il rischio di venire battuto in una prossima gara e tutto ciò stimola la concorrenza e le inimicizie, facendo vedere un rivale nel proprio simile.
Lo sport dalle alte sfere, che offriva la gara come via per sublimare le guerre, è divenuto fonte di discordie e odio.

Lo sport è caduto.

L’atleta stesso perde le sue caratteristiche di essere umano nelle sue componenti: fisica emotiva e spirituale, rendendo il suo corpo-psiche una macchina per produrre risultati. Egli/Ella è dispost* a cedere a bassi istinti, come, per esempio, entrare a gamba tesa sul ginocchio di un avversario pur di fermarne la corsa, e  a far uso di sostanze dopanti in grado di produrre sull’organismo effetti favorevoli al record, trascurando il proprio e altrui benessere, e i  possibili conseguenti danni alla persona.

Compito dell’educatore a questo punto, è quello di far notare le due vie attuabili nello sport; l’una in cui chi compete con me è da considerarsi un nemico da sopraffare, schiacciare e sottomettere, l’altra in cui chi compete con me è da considerarsi comunque fratello o sorella, con cui mi raffronto per scoprire insieme qual’è l’azione migliore da mettere in atto al fine di ottenere il miglior traguardo, utile al singolo ma anche a tutti, consapevole che non sarò mai felice se gli altri intorno a me sono tristi.
Se il nostro prossimo è fratello o sorella, non può essere nemico.

Se ne deduce che l’ agonismo positivo, è una spinta verso scopi più elevati, più spirituali che compartecipa affinché l’umanità stessa si elevi al di sopra delle meschine e triviali competizioni negative in cui l’uno-egoista cerca di dominare l’altro o gli altri.

In quest’ottica sono intervenuta per debellare qualsiasi residuo di competizione negativa dall’ambiente  degli “Amici del cuore” in cui vado ad operare, ritenendola particolarmente sgradevole se agente in un ambiente di persone già sofferenti. Noi degli Amici del cuore non pratichiamo sport negativo, così come sovente viene concepito e praticato nella nostra società, e, a dire il vero, è anche bene che evitiamo certi sforzi e fatiche che lasciamo ai giovani.

Esercitiamo il corpo affinché sia autosufficiente e attivo. In questo esercitarci proviamo piacere perché la vita è movimento e fonte di gioia.

Ornella Martini

Ornella Martini

Dopo aver trascorso la sua gioventù sperimentando ed esprimendosi nello sport, attualmente, in fase di giovanile ricerca intellettuale ha cura del corpo-mente in attività psicomotorie tese al benessere.

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