Ecco come realizzare in casa il sapone liquido

Ecco come realizzare in casa il sapone liquido

Bentornati. In questo articolo verrà trattato l’argomento “saponificazione” attraverso l’introduzione di un linguaggio più tecnico. Ciò offrirà l’opportunità di comprendere meglio quanto mostrato nella ricetta che, contestualmente stiamo per presentarvi.

Realizzeremo insieme la più semplice ricetta che vi consentirà di “cucinare” il sapone liquido in casa, con il metodo a freddo, più lungo dell’altro metodo (quello a caldo), ma più sicuro per chi si cimenterà per la prima volta nella saponificazione fluida.

A proposito! Alcuni di voi mi hanno scritto per saperne di più sulla primissima semplice ricetta del sapone in pezzi che abbiamo realizzato in uno dei precedenti articoli e tutti mi avete chiesto come arricchire la ricetta… Beh, per rispondere a quest’ultima domanda, basta continuare a rimanere sintonizzati e a seguire la rubrica, poiché le ricette si complicheranno via via che si procederà e piano piano saprete tranquillamente realizzare ricette ex novo perfette per la vostra pelle.

Ma andiamo al dunque…

Innanzitutto cos’è un sapone dal punto di vista chimico?

Il sapone è tecnicamente un sale alcalino, risultante dalla reazione tra basi forti e acidi deboli. Ma di cosa parliamo esattamente?

Quando parliamo di basi forti, ci riferiamo a due sostanze, l’Idrossido di Sodio e l’Idrossido di Potassio, gergalmente detti, rispettivamente: soda caustica e potassa caustica.

Potassa in scaglie, base del sapone liquido
Potassa caustica in scaglie

Gli acidi che compartecipano alla saponificazione sono invece gli acidi grassi, i quali possono avere provenienza animale o vegetale. Essi sono costituiti da burri, cere, olii, sego,strutto, olio di pesce, ecc.

Ma come facciamo a definire forte o debole un acido o una base?Ne misuriamo il PH, un dato spesso presente sui flaconi dei nostri detersivi e saponi che acquistiamo al supermercato. Il PH Si misura in una scala numerica che va da 0 a 14 e si ottiene attraverso un calcolo preciso, ma dal punto di vista operativo, lo valutiamo mediante i piaccametri, analogici ( cartine di tornasole) o digitali. Diciamo che una sostanza è acida se il Suo PH che misuriamo si trova Nella prima parte della scala cioè tra 0 e 6,9, diciamo che tale sostanza è basica se il suo PH è tra 7,1 e 14. Avrete notato che il numero 7 è escluso da questi due range. Se il PH misurato è 7,0 diremo che la sostanza oggetto della misura è neutra. Esiste anche un altro metodo, meno casalingo, che richiede l’uso della fenoftaleina.Ma tralasceremo in questi articoli, questo metodo.

Cartina di tornasole per misurare il ph del sapone liquido
Cartine di tornasole

Un buon sapone liquido deve avere un PH che ricade nel range 7,5-9,5.

Se il PH è superiore a 9,5, il sapone continua a funzionare ma risulterà un po’ aggressivo e perciò più adatti alle pulizie domestiche. Con un PH inferiore a 7,5 il vostro composto smette chimicamente di essere un sapone e si trasforma in una massa bifasica con i grassi separati dal resto.Attenzione perchè un composto “fallito“ come questo è inquinante.

Altre considerazioni ambientali possono riguardare la scelta di olii, grassi e strumenti. Ad esempio se acquistate le cartine di tornasole, che sono monouso, state dicendo a voi stessi che probabilmente non farete spesso il sapone, essendo tali cartine economiche e poco precise, se invece opterete per il pennino digitale, farete un investimento un pochino superiore ma che ha richiesto costi anche ambientali di produzione, ben più alti per fare il sapone spesso e con una precisione maggiore. Va detto che con l’esperienza e seguendo scrupolosamente le ricette, la misura del PH è una fase che si tenderà a saltare dopo le prime volte, ma il mio consiglio è di misurarlo sempre soprattutto quando sperimenterete ricette nuove, e nei prossimi articoli impareremo a costituirle insieme. Anche la scelta dei grassi influisce sull’ambiente…Immaginate infatti quanto inquinamento produca il trasporto ad esempio dell’olio di un qualche frutto tropicale prodotto dall’altra parte del mondo e chissà con quali pratiche agricole ed etiche, rispetto ad un olio d’oliva o di girasole, anche di bassissima qualità, ma prodotti in Italia.

Ho selezionato alcuni link ai quali trovare i materiali di cui vi ho appena parlato e li riporto in fondo all’articolo.

Tornando alle basi, va detto che la soda caustica (NaOH) viene utilizzata per produrre il sapone in pezzi ( trovate il link al tutorial qui sotto), la potassa (KOH) È invece coinvolta nella produzione del sapone liquido. Molte ricette prevedono l’utilizzo di una combinazione delle due basi, ma per il momento non ci complicheremo le operazioni optando per questa scelta e ci limiteremo all’uso di una e una sola base. Nel tutorial che accompagna questo articolo, useremo solo la potassa. Ma sapete da dove deriva il termine potassa? Deriva dall’unione di due parole: una francese pot, che significa ‘vaso’ e una parola tedesca Ache che significa ‘cenere’; questi due vocaboli sono legati alla tradizione di far bollire una mistura di acqua e cenere in grossi vasi per produrre proprio l’idrossido di potassio. La potassa che si trova in commercio ha diverse concentrazioni, noi desideriamo un alto grado di purezza, meglio se è al 98%, questo perché tutti gli indici di saponificazione tabulati, sono riferiti a questa purezza. E se non la trovate? Niente paura! Vi spiego in fondo all’articolo come si fa a calcolare la quantità esatta di potassa per ogni purezza. Cercate però di non acquistare potassa con una purezza inferiore all’80%.

Il sapone che andremo a produrre oggi, è semplicissimo con un brevissimo INCI, senza schiumogeni o perlanti, che rendono si il sapone più bello, ma che non intervengono sul potere lavante e risultano quindi inutilmente inquinanti sia per la loro produzione sia nei reflui risultanti dal risciacquo del nostro sapone. Possiamo colorare il nostro sapone con una tisana e profumarla con delle essenze.

Andiamo alla ricetta!!! Ecco l’occorrente:

  • 1 Kg di olio d’oliva anche di bassissima qualità, Cioè una bottiglia da 1l.
  • 564 g di acqua distillata
  • 208-210 g di potassa caustica Al 90%
  • Bilancia elettronica
  • Cucchiaio di legno
  • contenitore in acciaio
  • Contenitore in plastica o vetro.
  • Guanti, occhialini protettivi, mascherina.

Procedimento:

  1. Indossare i dispositivi di protezione.
  2. Pesare gli ingredienti.
  3. Inserire l’acqua in una pentola di acciaio inox 18/10 o in vetro o pyrex con dei bordi men alti.
  4. Versare poco alla volta la potassa nell’acqua. In questa fase sentirete sfrigolare la soluzione perchè la reazione potassio-acqua è piuttosto vivace.
  5. Mescolare fino a che la soluzione non sarà nuovamente trasparente e quieta ( pochi secondi).
  6. Aggiungere l’olio d’oliva e mescolare energicamente.
  7. A questo punto avrete una soluzione arancio-giallastra abbastanza densa.
  8. Lasciate riposare il composto fino a che si sarà trasformato in una pasta molto densa. Questa maturazione può durare anche una settimana in cui riporrete il composto in luogo asciutto a temperatura ambiente e coperto con un canovaccio. Un volta pronta,potrete omogenizzarla con un frullatore ad immersione.
  9. A questo punto avrete una pasta già utilizzabile e lavante, che produce una discreta schiuma leggera. Se desiderate una schiuma abbondante, dovrete aspettare le ricette future in cui vedrete l’utilizzo di combinazioni di olii adatti a produrre saponi ben schiumogeni e magari particolarmente ricchi di frazioni insaponificabili, ovvero di sostanze come i tocoferoli e altri, che conferiscono ai saponi un a dolcezza e una delicatezza superiori al sapone presentato in questo semplice tutorial.
  10. La pasta potrete diluirla come vi spiego qui nel video, con una semplice proporzione 7 parti di pasta, 13 parti di sapone, che è il minimo indispensabile per avere un gel denso e comodo da raccogliere con le mani e la spugna; se lo vorrete più liquido, basterà aggiungere più parti di acqua. Nella fase immediatamente precedente alla diluizione in acqua, potrete aggiungere essenze o olii essenziali (magari un giorno ci soffermeremo sulle differenze tra queste due entità spesso confuse) per profumare il vostro nuovo sapone! Ora godetevi il tutorial e scrivetemi se vi cimenterete in questa produzione fantastica e tanto tanto divertente!
Pasta di sapone pronta per la diluizione e realizzare il sapone liquido
Pasta di sapone pronta per la diluizione

Come calcolare l’indice di saponificazione (SAP) con una purezza inferiore? I SAP per la potassa sono reperibili anche su internet ( vedi link sotto)e riferiti a purezze del 98%. Se avete una potassa di purezza diversa e volete calcolare il SAP, che vi ricordo essere la quantità di potassa o soda che occorre a saponificare un grammo di grasso , dovrete effettuare un semplice calcolo. Supponiamo che il SAP che leggete in tabella sia 188 (riferito a purezza del 98%), e che voi abbiate una potassa pura al 90%, per conoscere la quantità di potassa per la vostra purezza dovrete calcolare 188:90 e il risultato moltiplicarlo per 100, così avremo 188:90=0,209 0,209×100= 209 gr.

LINK UTILI

Ricetta per il sapone liquido
Chiara Pastorino

Chiara Pastorino

Sono nata, sto crescendo e sono quasi sicura che morirò, ma solo dopo essere stata molto felice.

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