Personaggi e persone

Personaggi e persone

Alcuni anni fa, durante una lezione di “Scrivere per la scena”1, l’insegnante Mario Cristiani2 consegnò alle/ai partecipanti un foglio. Era intitolato SCHEDA PERSONAGGIO: si divideva in due sezioni principali – VITA ESTERIORE e VITA INTERIORE – ognuna delle quali divisa a sua volta in punti e sottopunti. Ognuna di queste parti dava all’aspirante scrittrice/tore delle indicazioni di partenza per poter delineare, nel modo più accurato possibile, i(l) personaggi(o) della storia che aveva intenzione di scrivere.

Foto di una sceneggiatura
Fonte: https://pixabay.com/it/photos/sceneggiatura-produttore-di-film-2651055/

Quella del personaggio è una questione che da alcuni anni ha acceso il mio interesse, nel campo della scrittura creativa e non solo.

Cosa bisogna fare quando si ha in mente l’idea per una storia? Lanciarsi subito nella scrittura e lasciare che le cose vengano da sé oppure essere più metodic* e preparare fin dall’inizio le basi su cui la storia andrà a poggiarsi? Negli anni adolescenziali del fantasy per ragazz* alla Licia Troisi e dei videogiochi come Kingdom Hearts, quando la spinta a scrivere era più che altro determinata dal desiderio di emulare quei modelli, tendevo a programmare poco: approcciarmi subito alla materia viva della storia, nel suo pieno ed eccitante svolgimento (che poi la scrittura avvenisse con gran fatica e con esiti più che deludenti, rispetto alle sfavillanti elucubrazioni mentali sulla figaggine di quello che mi sarei apprestato a raccontare, è tutto un altro paio di maniche). Quando poi gli anni sono passati, a quei primi tentativi letterari (per fortuna mai andati in porto) ne sono susseguiti altri, chi mal e chi ben riuscito, scaturiti tutti, però, dall’incontro con altri tipi di storie e soprattutto con altre persone, magari anche loro intente a trovare la loro strada nel campo della narrazione, in qualsiasi sua forma e genere.

Questi incontri, e le esperienze che ne sono conseguite, mi hanno portat* non a caso proprio al corso di scrittura di Cristiani e alla scheda personaggio. Da lì in poi, ogni volta che mi sono apprestat* a una nuova avventura letteraria, da sol* o in compagnia, il personaggio è sempre rimasto uno degli elementi cruciali del mio processo creativo.

Mani su tastiera di un portatile
Fonte: https://pixabay.com/it/photos/portatile-mani-umane-tastiera-820274/

Ma anche lì, non è stato un passaggio facile, pulito, indolore. È intercorsa una serie di esperimenti in cui ho tentato di capire come costruire un personaggio che fosse il più credibile possibile. All’inizio, cercai di attenermi scrupolosamente al modello fornito da Cristiani, quindi dividendo la mia scheda in sezioni, punti e sottopunti, e riempiendola come si farebbe con un qualsiasi questionario. Non andò molto bene: neanche terminai il primo personaggio strutturato in quel modo che subito ci rinunciai.

Mi domandai allora se fosse davvero necessario inserire così tanti dati, come la cura dell’immagine, i guadagni percepiti, le attitudini sessuali, la religione o l’ideologia, quando magari solo alcune di quelle caratteristiche sarebbero davvero emerse dalla narrazione. Certo, più si sa di cosa si vuole raccontare meglio è, ma così il personaggio non rischia di scadere in un mero identikit, impersonale e asettico?

Provai a superare l’impasse ammorbidendo la schematicità del modello di Cristiani. Resi la descrizione del personaggio più letteraria, come se stessi scrivendo una sorta di racconto a sé stante. Se inizialmente cercai comunque di inserire tutto quello che il modello richiedeva – al punto da includere informazioni come data di nascita, altezza in metri, hobby e minuzie del genere – di scheda personaggio in scheda personaggio il processo andò via via asciugandosi e limandosi. Omisi alcuni dettagli, ritenuti di poco conto, per privilegiare una certa qualità letteraria ed enfatizzare ciò che più m’importava ai fini di quella specifica narrazione. Anche se mantenni la sua funzione di base – la descrizione di un personaggio in vista di una storia – quelle schede hanno acquisito nel tempo elementi propriamente narrativi, con tanto di incipit, frasi ad effetto, piccole parti dialogate ecc. Se andava a perdersi l’aspetto puramente analitico-descrittivo della scheda, dall’altro sentivo sempre più affermarsi con decisione quello che ora ritengo fondamentale affinché un personaggio possa dirsi davvero tale: l’identità.

Nei momenti in cui mi dedico a delineare il personaggio di turno per trovarne le caratteristiche essenziali, mi faccio sempre più prendere da ognuno di loro: voglio saperne di più, andare nel loro profondo, cogliere ciò che più desiderano e temono. Voglio conoscerli davvero, come quando s’incontra una persona nuova e si sviluppano i primi momenti che porteranno a una sincera amicizia o a un durevole amore. Man mano che li creo e li definisco, diventano come entità autonome: non sono più io decidere il loro destino, semmai devo comprenderlo da loro stessi. Li sentivo – e li sento tuttora – al pari di persone vere e proprie, a cui affezionarmi indissolubilmente, da cui distanziarmi o per cui nutrire sentimenti misti, ma mai rinnegare in toto.

Queste riflessioni sulla scheda personaggio non mi hanno solo portat* a ridefinire lo stesso concetto di “personaggio”, ma a guardare le persone reali, vicine o lontane, quelle che molto spesso fanno da modell* di riferimento, come fossero esse stesse dei personaggi di un libro, di un fumetto, di un film, di una serie televisiva o di un videogioco. Anche loro, del resto, possono essere descritte facendo ricorso al modello della scheda personaggio, e quindi riadattate per creare una personale versione di quel personaggio/persona: una versione tra il reale e il fittizio, la quale permette a chi la costruisce di andare oltre alle apparenze e cogliere background, qualità, atteggiamenti e possibilità che altrimenti rimarrebbero solo accennati, nascosti, invisibili. Un modo per dare più profondità e complessità alle persone con cui si ha a che fare ogni giorno, per non lasciarsi andare a facili generalizzazioni o stereotipi.

Sulla scia di questa sorta di filosofia, la rubrica Scheda personaggio offrirà una serie di figure basate su un modello lavorato nel tempo dall’esercizio e dalla riflessione, in parte realistiche oppure del tutto fantastiche, tra la biografia e il racconto breve, con lo scopo di mostrare come dietro alla più apparentemente semplice delle rappresentazioni si sveli un’entità sfaccettata e multiforme, mai del tutto definito e definibile, di cui esistono molti inizi e altrettanti – se non più – finali immaginabili.

Block notes e macchina da scrivere
Fonte: https://pixabay.com/it/photos/macchina-da-scrivere-libro-note-801921/

1 Corso organizzato da Teatro Labile a Pisa dedicato all’apprendimento delle nozioni e delle tecniche necessarie per scrivere un testo teatrale e cinematografico.

2 «Sceneggiatore e autore teatrale. Per la televisione è stato 5 anni headwriter de “La Squadra” di RAITRE (nel 2005, Grolla d’oro per la miglior sceneggiatura), ha inoltre curato la supervisione della seconda serie di ‘Boris’ per FOX ed è stato coautore e headwriter di “Chiamatemi Gio’” per Disney Channel.
Autore di documentari – tra cui “Oltre le nuvole” – e di cartoni animati, per il cinema ha scritto tra l’altro il lungometraggio “Viola di mare”, vincitore a San Francisco del premio NICE 2009.
Per il teatro ha scritto e messo in scena la lettura scenica “I sogni non vanno fatti morire mai”, interpretata da Luca Zingaretti, e “Controvento[”].», daMario Cristiani”, https://www.giunti.it/autori/mario-cristiani-11335 (16/03/2020).

V. R. Mackenzie

V. R. Mackenzie

Laureat* in letteratura inglese (o qualcosa del genere, non è ancora del tutto chiara la faccenda) e in procinto di lanciarsi nel mondo dell’editoria a fumetti. Oltre a qualche lavoretto part time spalmato negli anni, ha svolto volontariato in ambito LGBTIQ+, collaborato con siti di recensioni e approfondimento culturale e partecipato ad allestimenti di spettacoli teatrali e corti per il web. I suoi interessi comprendono la scrittura creativa (narrativa, poesia, drammaturgia, sceneggiatura), il fumetto, la recitazione, il teatro, il cinema, le serie TV, l'animazione, i giochi di ruolo e i videogiochi. Le volpi hanno un posto speciale nel suo cuore.

Commenta