Concime naturale: quattro alternative ai prodotti industriali

Concime naturale: quattro alternative ai prodotti industriali

Non dover far ricorso a prodotti industriali, costosi e di incerta composizione è il sogno di ogni genitore di piante. In verità vi dico, il concime naturale esiste e funziona (e non è quello a cui state pensando).

Il concime è un ottimo alleato per i fanatici delle piante, in particolare per tutti quelli che, come me, sono costretti a tenerle in vaso. In alcuni casi, risulta addirittura necessario per la loro sopravvivenza. Se usato nel modo sbagliato, però, rischia di portare danno invece che giovamento.

Ma andiamo con ordine: quando diventa necessario il concime?

Le piante in vaso hanno a disposizione una quantità di terra limitata, da cui possono estrarre le sostanze nutritive di cui hanno bisogno. Quando questa riserva si esaurisce, e si vede dal fatto che la pianta inizia a crescere poco o male, ci troviamo davanti due possibilità:

  • sostituire la terra con un rinvaso; un processo piuttosto rischioso che ci porta inevitabilmente a sfrucugliare nelle radici della pianta. E vi assicuro che non ne sarà contenta. Nella migliore delle ipotesi attraverserà un periodo di leggera sofferenza e arresterà la crescita delle nuove foglie, per poi farne altre ad emergenza superata. Nell’ipotesi peggiore, non sopravviverà.
Una giovane pianta di caffè che porta i segni della sofferenza legata al rinvaso.
Una giovane pianta di caffè che mostra i segni della sofferenza legata al rinvaso
  • reintegrare le sostanze nutritive col concime; anche in questo caso non ci troviamo davanti ad una alternativa priva di rischi. Dobbiamo utilizzare il concime adatto e dobbiamo somministrarlo nelle giuste quantità. Darne poco non risolve il problema, darne troppo, o usare quello sbagliato, può soffocare la nostra cavia.

Con il passare degli anni, dopo aver mietuto diverse vittime a causa dell’inesperienza, sono giunta alla conclusione che le radici è meglio toccarle il meno possibile, sempre. Seguo pedissequamente la regola: “se non sta troppo stretta, lasciala stare”, per cui le rinvaso solo se è strettamente necessario, ovvero se le radici fanno capolino dai buchi del vaso.

La concimazione diventa un compromesso onorevole, ma districarsi tra tutte le opzioni del mercato è molto difficile, se non si è esperti. Per questo evito sempre di comprare i concimi industriali e mi servo di ingredienti di uso comune.

Si tratta di quattro elementi che si trovano facilmente in tutte le nostre case, il cui uso arriva dalla saggezza delle generazioni precedenti alla nostra. I fantastici quattro sono:

Il guscio dell’uovo, ricca fonte di calcio. Basta spezzettarlo grossolanamente e spargerlo sulla superficie della terra.

La buccia della banana, che contiene potassio e magnesio, tra le altre cose. Conosco persone che la usano fresca, io preferisco farla seccare e triturarla in pezzi piccolissimi prima di metterla direttamente sulla terra. Il motivo per cui preferisco usarla secca è perché, al contrario di quella fresca, la buccia secca non marcisce.

L’acqua di cottura delle verdure, un brodo di sali minerali. Quando devo bollire qualche erba, che siano bietole o broccoli, conservo sempre l’acqua. Durante la cottura, infatti, alcune tra le migliori proprietà delle verdure vi si trasferiscono. Sarebbe un peccato buttarle via, no? Se non posso averle io, almeno ne gioveranno le mie piante. Fate attenzione a non salare l’acqua, altrimenti invece che fare loro del bene, le fate fuori.

Bottiglie piene di acqua di cottura di verdure, rigorosamente non salato. Un ottimo concime naturale.
Il mio arsenale di acqua di cottura delle verdure, rigorosamente non salata!

Ultimo nella lista ma primo per preferenza, il fondo del caffè, ricco di minerali di tutti i tipi, azoto, potassio, chi più ne ha più ne metta, insomma è una specie di doping per le piante. Una volta tirato fuori dalla moka, lo lascio asciugare in un piattino e poi lo metto in un vasetto di vetro a chiusura ermetica. Quando ne ho bisogno mischio qualche cucchiaino con della terra e la aggiungo al vaso designato. Mischiare bene è fondamentale per evitare che la polvere ammuffisca, che è l’unico effetto collaterale di questo fantastico concime naturale.

Un vasetto pieno di fondi di caffè, il mio concime naturale preferito.
Il Re del concime naturale: il fondo del caffè

Uso questi quattro elementi singolarmente o in combinazione, a seconda di come mi gira, ma sempre non più di una volta a stagione. Utilizzare un concime naturale piuttosto che uno industriale non significa che non si possa sbagliare e darne comunque troppo: gli effetti saranno lo stesso deleteri, se si esagera.

Affidandomi esclusivamente a queste quattro sostanze ho ottenuto – e sto ottenendo – ottimi risultati. Senza parlare del portafoglio, che resta ben chiuso e felice, e della soddisfazione che solo il riciclo ti può dare.

Buona concimazione!

Siete curiosi di sapere come si possono ottenere dei vasi con il riciclo e il fai da te? Qui l’articolo, il video e il podcast!

Giulia Pochini

Giulia Pochini

Creatura mitologica mezza scienziata e mezza artista, lascia la curiosità alla guida delle sue esplorazioni. Fa un sacco di cose, senza saperne realmente fare nessuna, ma nel frattempo si diverte un sacco.

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