PRIDE… GLOBAL PRIDE!

PRIDE… GLOBAL PRIDE!

Car* lettrici, lettori e lettor*,

Chi sono? Ancora?! Sono Magika Kontessa!

Siamo a giugno e questo è il mese dell’Orgoglio, o detto in inglese Pride Month!

Ogni anno in estate, in particolare per l’appunto a giugno, si celebra in tutto il mondo il Pride. Ma cosa è e cosa c’è alla base di questa celebrazione?

Cosa è il Pride?

Con l’espressione storica inglese “Gay Pride” (letteralmente orgoglio gay) si indica una manifestazione a cui prendono parte migliaia di persone, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere, per mantenere in vita la memoria dei Moti di Stonewall del 1969 e per rivendicare con fierezza i diritti delle persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+: Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Intersessuali, Queer, Asessuali e “plus”. Ovvero chi, non eterosessuale e/o non cisgender, non si identifica nei termini elencati della sigla. Forse per alcune persone può essere complicato da capire ma su, ce la possiamo fare!

Attualmente si preferisce usare più semplicemente l’appellativo Pride, che comprende tutte le realtà arcobaleno. Il Pride non è solo “Gay”, è qualcosa di veramente molto più ampio e tale termine sarebbe a dir poco riduttivo. E poi dire “gay Pride” non è retrò ma direi più démodé: è molto anni ’80, non in senso di vintage ma proprio di antiquato! Mentre un tempo il Pride coincideva con la caratteristica e festosa Parata, oggi indica tutto il periodo di eventi di celebrazione. Ogni Stato, o Regione, o città (questa differenziazione è a discrezione locale) ha un proprio calendario e una propria autonomia. Il Pride può durare anche tutto il mese e poi culminare con la Parata del Pride che è la marcia che tutt* abbiamo in mente. Sì lo so, sono pignola, anche se preferisco percepirmi come precisa!

Perché si celebra il Pride?

Il Pride NON è nato dalla necessità di festeggiare l’essere LGBTQIA+ ma dal bisogno di rivendicare il diritto di esistere senza persecuzioni. “L’orgoglio” di essere quel che si è.

La resa del termine inglese PRIDE ha creato in italiano numerosi equivoci attraverso la traduzione più usata “orgoglio”. Che poi in italiano è anche sinonimo di “superbia”. Una traduzione più corretta sarebbe semmai “fierezza”: cioè il concetto opposto alla vergogna. Ovvero la condizione in cui sono state costrette a vivere in passato, e in molti casi ancora oggi purtroppo, la maggior parte delle persone LGBTQIA+.

L’orgoglio si basa su tre principi: 1) le persone dovrebbero essere fiere di ciò che sono; 2) la diversità sessuale è un dono e non una vergogna; 3) l’orientamento sessuale e l’identità di genere sono innati o possono essere scoperti nel tempo ma non sono mai qualcosa su cui è possibile intervenire in maniera intenzionale.

Perché i Pride vengono fatti in questo periodo?

Il 28 giugno è stato scelto dal movimento LGBTQIA+ come data della “Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBTQIA+” perché nella notte, tra il 27 e il 28 giugno 1969, la polizia irruppe violentemente nel bar chiamato “Stonewall Inn”. Un bar gay in Christopher Street nel Greenwich Village a New York per identificare i/le presenti. La situazione precipitò e la rabbia contro il modo in cui la polizia aveva trattato le persone LGBT nei decenni precedenti affiorò in superficie. Simbolo dei moti di Stonewall è diventata la donna transgender: Sylvia Rivera. Dice la leggenda che sia stata una tra le prime a cominciare la protesta gettando una bottiglia contro un poliziotto. Che poi è diventata un tacco! Ovviamente un tacco è molto più chic! Dando così inizio a una serie di violenti scontri che durarono giorni: i cosiddetti “MOTI DI STONEWALL“. Questi vengono considerati simbolicamente il momento di nascita del movimento di liberazione LGBTQIA+ moderno in tutto il mondo.

Il primo Pride è stata una rivolta!

Il Pride in Italia

Ogni anno, in Italia dal 2014, non si svolge più un singolo Pride nazionale ma se ne tengono numerosi: le varie regioni e città si tingono d’arcobaleno e una grande Onda avvolge e attraversa il nostro Paese.

Quest’anno, per la prima volta, il Pride è e sarà solo con eventi online per i motivi che tutt* sappiamo legati alla pandemia. Le Parate sono state annullate (ad esempio si sarebbe dovuta tenere la Parata del Toscana Pride il 20 Giugno a Livorno) ma ciò non ha impedito e non sta impedendo di celebrare il Pride! E come avete potuto vedere in questo mese i social sono stati invasi da arcobaleni e infinite altre bandiere dove la Rainbow Flag è la più diffusa tra moltissime realtà che magari approfondiremo in uno dei prossimi articoli!

I Pride di solito si svolgono a giugno ma alcuni a partire anche da maggio fino a settembre. Quindi consiglio di consultare il sito dell’Onda Pride e i siti delle associazioni LGBTQIA+ dei vari territori per essere sempre aggiornat* e non perdersi eventi importanti (anche durante il resto dell’anno)!

Adoro! Come dico sempre nel più ci sta il meno: se si guarda nel complesso agli eventi della nostra penisola è un’estate intera di Pride! Che meraviglia!

GLOBAL PRIDE

Per la prima volta nella storia, proprio a causa della pandemia, domani 27 Giugno ci sarà il Global Pride 2020! Un evento online di ben 24 ore! Tramite il coordinamento di piattaforme come InterPride e EPOA (European Pride Organizers Association – associazione che raccoglie i comitati dei Pride di tutta Europa), le diverse organizzazioni LGBTQIA+ del mondo si riuniranno per un lungo streaming. Esibizioni musicali e artistiche, interventi di attiviste/i e di personaggi pubblici: un evento davvero unico e irripetibile!

GLOBAL PRIDE 2020 Exist. Persist. Resist.
GLOBAL PRIDE 2020 Exist. Persist. Resist.
Presentazione dell’evento e slogan: Esistere. Persistere. Resistere.

Quindi mi raccomando, domani saprete cosa fare! Tutt* collegat* in streaming sul sito e sui social di Global Pride 2020.

L’importanza del Pride

A tutte le persone LGBTQIA+ che criticano i Pride dicendo cose tipo:

“Io sono gay/lesbica/bi/trans/* MA i Pride sono una carnevalata / non servono / ci si dovrebbe andare sobri.”

Vorrei dire semplicemente che solo il fatto che possa essere detto “io sono gay/lesbica/bi/trans/* MA…” lo dovete proprio a questi Pride che condannate.

A tutte le persone eterosessuali, invece, che dicono cose tipo:

“Io sono etero MA mica vado a manifestarlo / E ho tanti amici gay (che poi viene detto solo gay e non LGBTQIA+! Vergogna!) MA i Pride…”

Vorrei dire di essere felici e grati/e di non aver mai avuto bisogno di un EteroPride perché:

  • non esistono Stati dove sia illegale essere eterosessuale (L’omosessualità è ancora illegale in 78 paesi, 7 con pena di morte)
  • nessuno/a caccia mai di casa un figlio o una figlia perché è eterosessuale
  • nessuno/a ti insulta, umilia, picchia, deride, uccide perché sei eterosessuale
  • non esistono gruppi religiosi o politici che si concentrano sull’attaccare e aggredire sia verbalmente che fisicamente le persone eterosessuali
  • non esiste la censura su film, pubblicità, servizi a tematica eterosessuale
  • non esistono campagne, libri, conferenze, processioni riparatrici per “curarti” dall’eterosessualità
  • non esistono Stati dove sia illegale contrarre matrimoni tra persone eterosessuali

Alle persone eterosessuali e cisgender vorrei poi ricordare che non viene preso di mira solo chi è LGBTQIA+ ma anche chi viene percepito come tale. Una persona etero ma non visivamente, o negli atteggiamenti, “conforme” agli stereotipi imposti dalla società attuale può essere vittima di bullismo e discriminazione omobitransfobica. Indipendentemente dalla sua effettiva identità sessuale. Il Pride è anche il luogo in cui questi stereotipi vengono combattuti. Per una società più giusta in cui non si facciano passi indietro sui diritti acquisiti. Per questo i Pride sono spazio di rivendicazione anche per le donne e per tutte le persone che subiscono gli effetti di una società sessista.

Premesso che alle Parate dei Pride partecipano migliaia e migliaia di persone a partire dai bambini e le bambine fino ad arrivare a persone di tutte le età, persone di tutti gli orientamenti sessuali e le identità di genere, di tutte le manifestazioni delle varie percezioni dell’essere, sicuramente il Pride è anche una “carnevalata” perché è sia un momento di rivendicazione che di festa e celebrazione dei traguardi raggiunti e anche di incoraggiamento per quelli ancora lontani. Quando mi viene detto che ai Pride si dovrebbe andare “sobri” per avere i diritti mi viene subito voglia di bere un bel cocktail e poi vorrei ricordare che i diritti sono diritti e non devono dipendere da come una persona si veste, o da che lavoro svolge perché ogni persona ha dignità in quanto individuo/a.

Il Pride è un momento di liberazione del proprio essere ed ognun* è giusto che si vesta ed esprima per come si percepisce perché i corpi sono anche strumento politico di rivendicazione. Giudicare una persona LGBTQIA+ per il look che ha al Pride è come giudicare un/una eterosessuale per come si veste quando va allo stadio. Quella rappresentazione è sicuramente una parte di quella persona ma non la esaurisce e non può rappresentare il look né l’atteggiamento della sua vita di tutti i giorni. In alcuni Stati nel mondo da anni, decenni, si sono raggiunti tanti diritti, in alcuni Stati tutti ed i Pride ci sono sempre stati, ci sono sempre e sono molto più appariscenti e partecipati dei nostri in Italia.

Le nozioni storiche, le tematiche, le riflessioni sui Pride potrebbero essere infinite. Vorrei concludere semplicemente invitandovi a non criticare cosa non conoscete. Venite alla Parata di un Pride (ovviamente si parla del prossimo anno) e vedrete la bellezza, la sincerità, le esperienze, le gioie e i dolori, le sconfitte e le vittorie e gli infiniti colori delle persone.

Basta anche per questa volta ho parlato anche troppo! Mi raccomando, in attesa di poter presto tornare a marciare, domani tutt* sintonizzat* per la diretta Streaming del Global Pride 2020! Adoro!

Buon Pride, Buon Global Pride a tutt*!

Magika Kontessa

Magika Kontessa

Chi sono!? Ma come sono Magika Kontessa! Ed è così che inizia pure il mio primo singolo canoro. Ma torniamo a noi, una cosa alla volta. Mi chiamo Magika Kontessa e sono una Drag Queen con più di dieci anni di carriera alle spalle: ho iniziato per gioco ma la vita a volte riserva tante sorprese ed eccomi ancora qua, più sfavillante che mai! Essere una Drag Queen per me ha un valore politico, oltre che ludico e di intrattenimento: sono un'attivista per i diritti delle persone LGBTQIA+. Ad oggi mi trovate come resident Drag Queen delle serate OUT&RIOT di Pinkriot – Arcigay Pisa, serate pisane all’insegna della musica, del ballo e del divertimento. Che altro dire di me? Come anticipato precedentemente, per festeggiare i miei dieci anni di carriera ho inciso un iconico singolo dal titolo “Zozzerella” che potete trovare online, spero vi piaccia e vi faccia divertire! Adoro!

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