Perdere per trovare

Perdere per trovare
Perdere e trovare
Fonte: Fotolia

L’estate sta finendo e un anno se ne va… e si lo so, siamo ancora ad agosto, ne deve passare di acqua sotto i ponti prima di poter tirare le somme di questo anno e fare il classico post sui social dove ringraziamo per tutto quello che abbiamo avuto e salutiamo le cose brutte con la speranza di un nuovo anno ricco di soprese e buone notizie.

BEH, direi ad occhio e croce che un po’ tutti vorremmo fosse già il 31 dicembre con la bottiglia in mano e il countdown che parte, più per tirare un sospiro di sollievo e dirci che per fortuna siamo sopravvissuti a quest’anno, che per sperare che il prossimo sia migliore, perché, a meno che non ci siano nuove sorprese dietro l’angolo, SICURAMENTE il nuovo anno non potrà che essere migliore…

Ma, fermiamoci un attimo: questo 2020 fino ad ora è stato davvero così tragico??

Ok ok non vi arrabbiate! Sento nelle orecchie la risposta urlata di tutti voi: “SI! E LO CHIEDI PURE?” beh, sembrerò una fuori dal coro, ma questo anno Covid 2020, o almeno questa prima parte, a me ha insegnato davvero tanto.

Come la maggior parte di voi, mi sono ritrovata – in quanto, mezza giornata? – senza un lavoro, senza una certezza e completamente sola, in una casa che non amo e non sento mia. Io, una iperattiva ansiosa con la mania del controllo e mille paure HO PERSO TUTTO. Ottimo.

Ma ho solo creduto di perdere tutto.

In realtà era già molto tempo che chiedevo all’universo un momento di pausa (non fraintendete non parlavo di ferie, non importa chiederle all’universo!), mi ripetevo sempre che per poter sistemare tutte le mie cose, dentro e fuori di me, avevo bisogno che il mondo si fermasse, quasi ad aspettarmi. E il mondo si è fermato.

Ora non che chiedessi una pandemia, ma dal momento che c’era l’ho vissuta come se l’universo davvero mi avesse ascoltata e che quella fosse la seconda occasione che da tempo cercavo, quella seconda occasione per fermarsi e ascoltarsi. E l’ho fatto. In mezza giornata ho perso tutto (lavoro, certezze, anche parte dei rapporti familiari), ma ho iniziato a trovare me stessa.

Per la prima volta nella mia vita mi sono data tempo.

Nei 56 giorni in cui sono stata chiusa in casa, completamente da sola, ho scoperto cosa amo fare e cosa portavo avanti per inerzia, ho guardato dentro me stessa come non mai. Ho lasciato che parti di me, del mio carattere, potessero evolversi e uscire allo scoperto, ho scoperto e riscoperto amicizie, ho respirato, meditato, ho ballato, cantato, pianto e riso. Ho imparato che la natura, fuori quando noi eravamo dentro, è splendida e che il mondo va amato e rispettato davvero di più, ho tagliato rapporti che erano tossici, mi sono data degli obiettivi, ho creato, ho imparato.

Magari non ho cantato ai balconi (non ce l’ho), non ho sfornato ogni tipo di panificato (non ho il forno) e non guardavo il bollettino delle 18 della Protezione Civile; per me il Covid è stato ALTRO. Ovviamente non sono qui per dire “Wow meno male che c’è stato il Covid”. Sappiamo tutti quanto ci ha tolto, quante famiglie sono state distrutte, quanti sacrifici sono stati fatti da chi non si è fermato un secondo.

Questo anno, Covid, 2020 è un anno sicuramente che non dimenticheremo.

E’ l’anno in cui tutti, per un po’, siamo stati allo stesso livello, con le stesse paure e con gli stessi dubbi. Ma voglio sperare che per molti sia stato anche un periodo utile per guardarsi dentro, per capire quali sono le cose davvero importanti, per lasciar andare e per conquistare, per “PERDERE PER TROVARE”.

Virginia

Virginia

Io sono Virginia, una ragazza di quasi 40 anni, single, con una lunga storia alle spalle, un lavoro precario, una casa non mia, 2 cani, e una vita diciamo piena, complicata, stramba e a volte assurda. Una vita che condivido con poche amicizie, poca vita sociale, tanti sogni e tante speranze. Sono una di quelle che vengono definite “fortunate” dalle mamme che hanno mille cose da fare, “sfigate” da quelle che hanno la vita perfetta, “disperate” da quelle che non hanno coraggio e “senza via di uscita” dalle mamme e dalle nonne! Ma se a quasi 40 anni non ho la vita perfetta, ho comunque la possibilità di continuare a sognare, di sentirmi un giorno una quindicenne e il giorno dopo una ottantenne (a volte succede anche più volte nello stesso giorno), di mangiare quando ho fame e dormire quando ho sonno, di svegliarmi un giorno con una lista di cose da fare e arrivare alla sera e non averne fatta una, o di darmi una serie di regole che posso scegliere o meno di seguire. Quindi, ecco chi sono io. Sono Virginia, ho quasi 40 anni e sono una imperfetta ragazza alla ricerca della mia stabilità!

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