Il momento di dire addio

Il momento di dire addio
Il momento di dire addio
Fonte: Fotolia

Quando arriva il momento di dire addio?? Credo che ognuno abbia un suo “campanello di allarme” personale. Nel mio caso è la pancia. Tutto passa dalla mia pancia. La felicità, la paura, l’ansia, l’angoscia.

E anche la consapevolezza. La consapevolezza che è arrivato il momento di dire addio.

Sono stata anche io una di quelle donne che guardando le amiche o conoscenti perdersi in storie sbagliate, affermavo alzando il mento come un gallo cedrone, che: “A me non capiterebbe sicuramente… Io non sono mica così fessa.”

E poi un giorno ti guardi allo specchio e la fessa sei tu.

E ti chiedi come hai fatto, e ti ripeti che non è proprio così, che ne uscirai presto e con facilità. Ma poi passano i giorni, e l’immagine nello specchio è sempre la solita: quella di una donna che ama TROPPO e che in cambio riceve NIENTE. Quella di una donna che sa perfettamente che da sola può spaccare un capello in due perché già lo fa, perché lo ha sempre fatto, ma che di fronte a quell’uomo si sente una larva, si sente NIENTE.

Perché NIENTE è quello che vali per lui. O meglio, sei il TUTTO di un uomo malato.

Ti ripeti che SE NON ti ha scritto è perché non ha avuto tempo, SE NON ti ha invitata è perché tu hai fatto qualcosa che lo ha irritato, SE NON ha attenzioni per te è perché tu non lo fai sentire abbastanza amato… In fondo è solo insicuro, impaurito, ha tanti problemi da risolvere.

Perché quando ci stai insieme è fenomenale. È meraviglioso, è attento, sa esattamente cosa dire e come dirlo, sa farti vivere emozioni che mai in vita tua avresti creduto di provare, ti fa tremare le gambe ancora dopo anni e quindi SI’, è quello giusto, e quindi SI’, è solo un problema di comunicazione, non può davvero non provare quello che dice, non può non amarti con tutto sé stesso, perché lo capiresti, non può fingere…

E infatti non finge.

E ti ama pure. Ma non sei QUELL’amore. Ti ama perché tu sei il suo specchio. In te si riflette per vedere quanto sa conquistare, quanto sa essere amato, quanto può muovere i fili in una storia… TU sei il suo banco di prova. TU sei quella che può umiliare, evitare, annebbiare, escludere, perché TU sei lì, sempre, e questo serve a lui per accrescere la sua autostima, il suo ego. Sa che non te ne andrai, sa che potrà fare di te ciò che vuole ma TU troverai sempre un modo per giustificarlo, per amarlo ancora di più.

Lui ti ama, tanto. Ma non ama te, ama “l’oggetto” che sei: la scuola, il banco di prova, l’allenamento di cui ha bisogno per sentirsi uomo. Non riesce a stare senza di te, ma vuole starci quando decide lui, quando non ha altro da fare, sapendo che se, appena ha fissato un appuntamento con te, capiterà l’amico di turno che deve andare a comprare un paio di scarpe potrà tranquillamente lasciarti a casa per seguire lui, consapevole che tu non batterai ciglio e accetterai tutto.

Davvero??

Perché poi in realtà tu da sola, a casa, ti ripeterai piangendo che devi chiudere, che il mal di pancia è troppo forte, che un uomo così non lo meriti… Ti chiederai come si può amare un uomo che non ti vede, che non ti sente, che non è interessato a te, ai tuoi pensieri, a vederti sorridere. Te lo chiederai ma troverai sempre la risposta giusta: lui ha bisogno di me, non lo fa volontariamente.

È un amore malato.
Curare il proprio cuore amandosi
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È UN AMORE MALATO per lui perché davvero ha dei problemi e invece di ammetterli a sé stesso e trovare il modo di risolverli, invece di essere davvero l’uomo che professa di essere e lasciarti libera o amarti come meriti, preferisce piangerti davanti implorandoti di dargli un’altra possibilità perché cambierà, sapendo che tu lo aiuterai, che tu lo capirai. Ma sappiamo bene che non lo farà. Perché non ne è capace.

E’ UN AMORE MALATO per te, perché c’è qualcosa che ti spinge a lui, qualcosa che magari nasce da molto lontano, da un rapporto difficile con una persona della tua famiglia, una sofferenza che ti porti dentro e che devi trovare il modo di curare, di risolvere.

Cosa fare?

Cosa fare allora quando allo specchio vedi l’immagine di una donna d’acciaio ma rivestita di cristallo, innamorata di un uomo che ti ama ma che non riesce a sentirti dentro di sé e continua a farti del male?

Datti tempo.

Rifletti.

Lavora su te stessa.

Fatti aiutare.

Sciogli i tuoi grovigli interiori.

E poi LASCIA ANDARE.

Per te in primis, e non perché “Merito un uomo che mi ami davvero”, ma perché MERITI DI AMARTI DAVVERO, di essere fiera della donna d’acciaio che sei.

E poi LASCIA ANDARE, per lui. Perché forse se lo ami davvero devi liberarlo dalla gabbia che si sta costruendo per non affrontare i suoi problemi. Tu sei la sua gabbia, quella che gli dà sicurezza e forza ma che sono solo apparenti, perché la vita reale spaventa forse più lui che te. Perché tu sei consapevole di quello che ti stai facendo e stai cercando solo un modo per uscirne, lui ancora non ha capito quanto male si sta facendo e forse senza di te sarà costretto ad aprire gli occhi.

E magari, un giorno, se riuscirà a risolvere i suoi problemi, si accorgerà della splendida persona che sei e tornerà, consapevole e pronto ad amarti davvero come meriti (sempre che tu lo voglia ancora! 😉)

Virginia

Due cuori si separano
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Virginia

Virginia

Io sono Virginia, una ragazza di quasi 40 anni, single, con una lunga storia alle spalle, un lavoro precario, una casa non mia, 2 cani, e una vita diciamo piena, complicata, stramba e a volte assurda. Una vita che condivido con poche amicizie, poca vita sociale, tanti sogni e tante speranze. Sono una di quelle che vengono definite “fortunate” dalle mamme che hanno mille cose da fare, “sfigate” da quelle che hanno la vita perfetta, “disperate” da quelle che non hanno coraggio e “senza via di uscita” dalle mamme e dalle nonne! Ma se a quasi 40 anni non ho la vita perfetta, ho comunque la possibilità di continuare a sognare, di sentirmi un giorno una quindicenne e il giorno dopo una ottantenne (a volte succede anche più volte nello stesso giorno), di mangiare quando ho fame e dormire quando ho sonno, di svegliarmi un giorno con una lista di cose da fare e arrivare alla sera e non averne fatta una, o di darmi una serie di regole che posso scegliere o meno di seguire. Quindi, ecco chi sono io. Sono Virginia, ho quasi 40 anni e sono una imperfetta ragazza alla ricerca della mia stabilità!

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