IDAHOBIT : Giornata Internazionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia

IDAHOBIT : Giornata Internazionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia

Car* lettrici, lettori e lettor*,

Chi sono? Ma come, sono sempre io, Magika Kontessa!

Spesso sentiamo parlare di omofobia e il 17 Maggio è una giornata simbolicamente importante per contrastarla. Ma cos’è? Vediamolo assieme!

Omo-lesbo-bi-transfobia

Dall’enciclopedia Treccani (ma come sono colta, eh! Almeno non dite che mi invento le cose!) possiamo vedere che l’omofobia viene definita come la paura dell’omosessualità, nel senso di timore ossessivo di essere o scoprirsi omosessuali, o di avversione patologica all’omosessualità, o di entrambe le cose. Per maggiore inclusione si preferisce utilizzare il termine omo-lesbo-bi-transfobia (ovvero in riferimento a omosessuali, lesbiche, bisessuali, transgender) anche se così, purtroppo, non è del tutto inclusivo visto che a essere colpite sono tutte le persone LGBTIQA+. È un po’ lungo? Pazienza! Fatevene una ragione e poi, come dico sempre io, non è importante quanto è lungo ma come si usa!

Fobia? Paura (irrazionale)? Di cosa, poi, dovrebbero aver paura? Ci sarebbe da considerare che più di una questione patologica si tratta di una questione culturale. Inoltre, purtroppo, è semmai il contrario, visto il linguaggio, gli atteggiamenti e la violenza che le persone omofobe attuano, ma a me più che paura fanno venire tanta rabbia, voglia di rivendicazione e di lotta contro ignoranza, pregiudizi e discriminazioni.

Negli ultimi tempi viene spesso utilizzato il termine inglese IDAHOBIT, acronimo di International Day Against HOmophobia, BIphobia and Transphobia, (negli ultimi anni aggiungendo in alcune declinazioni Intersexphobia, in italiano Intersessuofobia).
Vi ho messo le letterine grandi così lo vedete bene!
Forse anche questo termine non è del tutto inclusivo ma al momento è il migliore che, secondo me, possiamo usare in attesa di un termine perfetto. Ma la perfezione non esiste, a parte me ovviamente. Restiamo comunque sintonizzat* per vedere come si evolverà nei prossimi anni.

Il 17 Maggio

IDAHOBIT o, come è conosciuta in Italia, Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, ogni anno viene celebrata il 17 Maggio. È una ricorrenza riconosciuta dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite. Viene celebrata per la prima volta nel 2004, dopo 14 anni dalla decisione (17 maggio 1990) di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’obiettivo della giornata è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell’omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia e tutte le varie forme di odio e discriminazione per le persone LGBTIQA+.
Scusate se a volte sembro ripetitiva nei termini o nelle spiegazioni ma, come dico sempre, nel più ci sta il meno o forse, meglio usare una frase latina così sembro ancora più saggia, repetita iuvant!

Logo di IDAHOBIT.

Monologo contro l’omo-lesbo-bi-transfobia

Nel 2014, assieme a due amiche e colleghe Drag Queen, per l’evento organizzato da Pinkriot Arcigay Pisa e dal Teatro Rossi Aperto, sono andata per le vie e le piazze di Pisa con un megafono a recitare un monologo rivisitato da uno spettacolo teatrale all’Abbey Theatre di Dublino della famosissima Drag Queen irlandese Panti Bliss. Ve ne propongo un estratto:

[…] il 17 maggio è la giornata contro l’omofobia. Pensate che l’omofobia non esista più? Vi è mai capitato che, mentre eravate fermi alle strisce pedonali, un gruppo di ragazzi in auto vi tirasse un kebab gridando “finocchio”? In realtà non fa molto male, dopotutto è solo un panino, e in un certo senso hanno ragione, perché io sono un “finocchio”. Non fa male ma è opprimente, e il momento in cui fa davvero male è dopo, quando mi chiedo, mi preoccupo e mi ossessiono per me stessa, su cosa ho che non va, su cosa hanno visto in me, su cosa è stato a tradirmi. E mi odio quando lo faccio. È opprimente, e la prossima volta che starò per attraversare la strada mi odierò, ma mi osserverò e cercherò di capire cos’è che rivela il fatto che sono gay, e mi osserverò per essere certa che non accada di nuovo. Questo è opprimente. […]

Se foste interessat* a sapere chi fossero le mie amiche e al monologo completo, potete andare su YouTube, cercare “IDAHOBIT Pisa 2014” e vedere l’intera performance.
Sinceramente ve lo consiglio, sia perché ci sono io, e già questo dovrebbe bastare, sia perché suscita una profonda riflessione, e all’epoca, inoltre, fu un grande successo.

Io durante il monologo di IDAHOBIT il 17 Maggio 2014 a Pisa.

L’importanza di impegno e battaglie comuni

L’omosessualità è ancora illegale in 78 paesi del mondo, 7 con pena di morte, e queste sono le situazioni più tragiche. In altri paesi l’omo-lesbo-bi-transfobia è qualcosa che si insidia e si alimenta nella società anche a partire da piccoli gesti, come per esempio il ritenere sbagliato che un bambino possa fare danza o giocare con le bambole o, al contrario, che una bambina giochi con le macchinine o a calcio. Perché non sono solo gli atteggiamenti conclamati ma anche solo la loro ipotetica percezione a portare all’odio: non solo chi è LGBTQIA+ viene discriminato o picchiato, (purtroppo i casi di cronaca ultimamente sono sempre più frequenti anche nel nostro Paese) ma anche chi viene percepito come tale anche se è eterosessuale o cisgender (se ancora non sai che significa o non lo hai ancora imparato rileggiti il mio articolo precedente!).
Per questo è fondamentale l’impegno di tutt* in una battaglia contro ogni tipo di discriminazione, perché un mondo dove le “minoranze” (ritenute “differenze”) sono rispettate e tutelate al pari di tutto il resto della popolazione (non si dovrebbe nemmeno fare tale distinzione, ma la parità è ancora lontana e quindi purtroppo è necessario) è un mondo migliore per tutt* e questa battaglia è costante e va fatta giorno per giorno.

Grazie per l’attenzione e spero di avervi chiarito un po’ le idee!

Buone battaglie per i diritti di tutt* a tutt*!

Magika Kontessa

Magika Kontessa

Chi sono!? Ma come sono Magika Kontessa! Ed è così che inizia pure il mio primo singolo canoro. Ma torniamo a noi, una cosa alla volta. Mi chiamo Magika Kontessa e sono una Drag Queen con più di dieci anni di carriera alle spalle: ho iniziato per gioco ma la vita a volte riserva tante sorprese ed eccomi ancora qua, più sfavillante che mai! Essere una Drag Queen per me ha un valore politico, oltre che ludico e di intrattenimento: sono un'attivista per i diritti delle persone LGBTQIA+. Ad oggi mi trovate come resident Drag Queen delle serate OUT&RIOT di Pinkriot – Arcigay Pisa, serate pisane all’insegna della musica, del ballo e del divertimento. Che altro dire di me? Come anticipato precedentemente, per festeggiare i miei dieci anni di carriera ho inciso un iconico singolo dal titolo “Zozzerella” che potete trovare online, spero vi piaccia e vi faccia divertire! Adoro!

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