La Bella è una bestia

La Bella è una bestia

Dentro una sala immensa e profondamente luminosa si diffondono i colori caldi del tramonto. L’aria è cosparsa dal profumo dei mobili antichi e dei libri che li gremiscono. Si odono solo il cinguettio degli uccelli e l’eco dei passi sul pavimento smerigliato…

«Tutto questo da oggi è tuo» dice la Bestia accompagnando le parole ad un maestoso gesto di apertura delle braccia.
Bella languidamente: «Oh mio… non ci posso credere! Grazie… sono senza parole…» e bacia l’aria in prossimità di una guancia della Bestia, questa indietreggia in pudico imbarazzo nel dire: «Col vostro permesso, oh Bella».
Lei gli risponde: «Ossequi a voi, Bestia cara.».

Finita la farsa

Bella, amareggiata in volto, ingurgita il contenuto rosa-fluo di una fiala e lascia il castello alla volta del bosco, mentre la Bestia, colta da uno sconvolgimento emotivo improvviso, perde la postura eretta, e con ferocia, corre oltre il cimitero, verso la piazzola. Nel frattempo…

Alla miniera del bosco

Dotto dà un colpetto di tosse e poi asserisce: «È l’o-o-ora!».
Brontolo replica: «Ci voleva il saputello! S’ha dì d’alzassi Pisolo!».
Gongolo fa lo sgambetto a Rosso a cui gli si sfilano i pantaloni, e Gongolo lo deride: “Ahahah!!! Rosso è tutto rosso!”.
In silenzio Rosso si avvia verso l’uscita, ma Brontolo rincalza lo sfottò chiamandolo Mammolo e gli tira un calcio dietro le ginocchia che lo fa cadere a terra. Rialzandosi Rosso starebbe finalmente per reagire, sennonché Eolo si palesa con uno dei suoi starnuti destabilizzanti, e una frana di gemme colpisce Cucciolo alla testa.

Alla dimora nel bosco

Bella “accoglie” i nani di ritorno con la consueta ispezione igienica che, come di prassi, termina con la sdegnosa osservazione: «Siete lerci!». Il metamessaggio, nonostante il modo, comunque passa, e i nani vanno a ripulirsi. Lei accenna un sorriso, poi scatta a svuotare i sacchi lasciati all’ingresso dai nani. Dunque sbuffa. In quel momento Rosso varca la soglia e posa con delicatezza Pisolo e Cucciolo sul pavimento, ma Bella li desta subito a pedate ed urla: «Anche voi, con gli altri!». Invece si rivolge a Rosso con fare pacato: «Figlio mio cambiati, lo sai che mi disturba vederti così…». Sommesso Rosso si ritira nella sua stanza da cui torna sbarbato, con indosso una gonna rossa, intonata al cappuccio.
Poi Bella gli porge un cesto e gli intima di andare dalla nonna.
Immediatamente Rosso esce e si avvia.
Il fogliame che fruscia tra i suoi piedi e il sentore d’essere inseguito lo caricano d’ansia, così accelera il passo fino ad avere il fiatone, ma il suo non è l’unico respiro che sente. Lesto si volta e viene invaso dal caldo-umido fetore di due enormi fauci spalancate addosso a lui. Rosso si sfila rapidamente il cappuccio: «Lupo sono io!».

Lupo: «Diamine Rosso! Ma ci passi solo tu da questo bosco?! Mai che sia davvero una bambina morbidina…»
Rosso scrolla le spalle.
Lupo: «Dove vai?»
Rosso: «Bella mi manda dalla nonna…»
Lupo: «Non hai dunque ancora detto a tua madre di quel “piccolo disguido”…?»
Rosso: «Quale disguido Lupo?! Mi hai mangiato la nonna, l’unica che non mi trattava da pezzente…»
Lupo: «Appunto, dove vai? »
Rosso: «Un pezzo più avanti, al cimitero». Scuote il cestino, e ammiccando dice all’amico: «Si smezza?»
Lupo segue rosso sotto l’ipnosi dell’oscillante cestino da frutta.

Ai piedi della tomba della nonna

Si siedono e mangiano, poi il lupo si alza e prende un sacchetto da dietro la lapide.
Rosso: «Che è? »
Lupo: «L’avevo messa qui…»
Rosso: «La vestaglia della nonna! »
Lupo: «Sì, piace…»
Rosso: «Ma non è ancora buio, già attacchi?»
Lupo: «Mi devo preparare, il primo cliente viene proprio al calar del sole.»
Rosso corrucciato: «È uno a posto? E… non ti fa specie farlo con un umano?»
Lupo sorridendo: «Oh Rosso non ti dar pena, l’amore è amore! Poi stiamo parlando di un raffinato principe mannaro! Ora, con permesso, entro nella parte.» Si infila la vestaglia, e strizzando l’occhio lo saluta: «Sciao belo!» Quindi corre all’angolo della piazzola ed incrocia la Bestia che è già lì pronta ad attenderlo.

Rosso rimane ancora a vegliare sulla defunta nonna per tenersi alla larga da sua madre, ora avida e perfida, così come lo era stata in vita la matrigna di lei. E mentre Rosso si chiede se non sia forse la ciclicità stessa della storia più insidiosa della mera cattiveria umana, Bella, dopo anni insonni, si appisola.

Tra parentesi…

L’insonnia prolungata era un effetto collaterale dell’elisir di bellezza e lunga vita che lei non solo ha assunto ma estratto e prodotto a partire dalle rose del castello della Bestia; il che spiega l’ostinata frequentazione.

I nani colgono al volo l’occasione posizionando Bella sotto una teca di cristallo e mettono su Ebay l’elisir.
Un/una acquirente – il suo genere permane ignoto – compra ogni singola dose e se le scola tutte in un’unica volta.
Facendone chiaramente indigestione non si vede tornare giovane e bell*, si reca allora alla casa di produzione del bosco e lamenta truffa ai nani.

Mentre i nani e l*acquirente discutono a gran voce, la Bestia e il Lupo schiamazzano, ebbri, nel giardino dinnanzi la dimora. C’è un gran polverone, letterale oltre che figurato, e così si scatena l’inatteso passaggio al lato oscuro di Rosso, il quale preso da isteria grida vocalizzi nonsenses mentre fa volteggiare in aria due picconi da lavoro.

Lo/la acquirente inorridit*, e spaventat*, nell’indietreggiare inciampa sulla Bella stecchita. Poi, notando che le labbra di lei sono ancora inumidite dall’elisir, la bacia!
Quel attimo di necrofilo feticismo paralizza la rissa.

Bella quindi si drizza e, presa bene, esclama: «Saremo per sempre felici e content*!»

FINE

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P.S.: Sappi che la perplessità che stai provando è la stessa che attanagliò quel giorno i nani, lo/la acquirente, la Bestia, il Lupo e il cacciatore che passava di lì per caso.

Dopo questo esempio di associazione narrativa, ancora sul genere fiabesco-demenziale, la spiegazione del gioco:

L’ESERCIZIO CHE VI PROPONGO CONSISTE NELLO SCRIVERE UN RACCONTO DOVE UNO – O PIÙ – PERSONAGGI DI STORIE NOTE COMBACIANO, UTILIZZANDO A TAL FINE UNO – O VARI – ESPEDIENTI LOGICI

Nel mio racconto, Bella è Belle de’ La Bella e la Bestia, ma è anche Biancaneve, in quanto la più bella del reame. (In una più intricata versione precedente era anche la protagonista di Twilight…).
Rosso invece è Rosso Malpelo, Cappuccetto Rosso e Mammolo (che diventa facilmente rosso).

Alice Bianchi

Alice Bianchi

Nata e cresciuta a Pisa, dopo il triennio in comunicazione e il corso pre-accademico di canto lirico al Mascagni di Livorno, ha iniziato a studiare editoria digitale. Nonostante ritenga di avere una vita sconclusionata, si sente ganza e "La Ganza" l'ha fondata. Ma l'ha fatto più che altro per ruzzare in bella e buona compagnia.

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