Diteglielo! Un saggio sulla Mascolinità

Diteglielo! Un saggio sulla Mascolinità

Oggi presento un video di un’artista britannica di nome Jameela Jamil, che ha iniziato a parlare di tanti temi a me molto cari – uno tra questi è il punto di vista condiviso sul concetto che abbiamo di Mascolinità.

Jameela Jamil, autrice del monologo sulla Mascolinità

Quello che dice Jameela non ha bisogno di interpretazioni ulteriori da parte mia, e perciò ho deciso di fare una traduzione in italiano di quello che condivide lei nel video che trovate in fondo all’articolo.

Salve a tutti, oggi parlerò di uomini, che so non essere il tema centrale della giornata di oggi, ma mentre riconosco che sono stati alcuni tra i più grandi nemici delle donne, credo fermamente che possano divenire nostri alleati da ora in poi, quindi ho deciso di scrivere qualcosa a riguardo che possa aiutarli in questo processo: si chiama «TELL HIM» [Diteglielo, ndr].

Dunque, quando si parla di femminismo, sento che non siamo solo noi [le donne] a dover imparare e crescere, armate di motivazione e comprensione. Penso che tantissime donne abbiano il potere di infiltrarsi nella misoginia a partire dalle loro case: si inizia non dando mai per scontato quanto velenosa possa essere la nostra società per la psiche maschile, e proteggendo i ragazzi dai continui attacchi di disinformazione, che sono ovunque. Sono bombardati da immagini pericolose, testi musicali, pressione tra pari, e spesso da pornografia pericolosa, violenta e francamente priva di intimità, che viene venduta come una norma affascinante e realistica.

Gli uomini sono strozzati da una Mascolinità tossica e da ideali imposti, che non possono rifiutarsi di seguire. Sono sminuiti e rifiutati se mostrano segni di sensibilità; vengono derisi e insultati se mostrano un po’ di più il loro dolore, o la loro comprensione.

Il mero fatto che la musica che si dimostra rispettosa verso le donne, o che parla di sentimenti viene considerata “piagnona” o etichettata come “musica da ragazzino triste”, è una marea così potente e marcia da cui i ragazzi vengono sommersi. [1]

Non fraintendetemi, questo non è un appello per alcuni poveri ragazzetti. È solo che, secondo me, è come se gli uomini venissero reclutati da bambini, e sottoposti al lavaggio del cervello in modo da essere indottrinati e manipolati, all’interno di un’istituzione oppressiva e patriarcale.

Questa è una chiamata alle armi per le donne che hanno figli che stanno crescendo nelle proprie case: Abbiamo un sacco di lavoro da disfare!

Madri, sorelle e zie, vi imploro di prendere questa “piccola spugna” e imbevetela di umanità e comprensione per le donne. Ciò lo manderà in questo mondo delirante armato di una corazza fatta di empatia e di fiducia in se stessi, [grazie alla quale sapranno che] una donna forte deve essere celebrata, e non spaventata, schiacciata, indebolita, azzittita, fermata, umiliata, svergognata, incolpata, scoraggiata, controllata, inculcandole che per aver un qualunque tipo di valore in questo mondo deve essere magra e bellissima, e sembrare giovane – per sempre!

Tutto quello che dovete fare è dir loro la verità, raccontare quello che ci è successo, parlare della nostra storia, e di quanto solo recentemente abbiamo potuto lottare, protestare, implorare e digiunare per i nostri più basilari diritti umani, raccontare che tanto tempo fa, in un tempo inimmaginabile, gli uomini hanno avuto paura delle donne. Le donne potevano concepire persone all’interno del loro corpo, potevano nutrire quelle stesse persone servendosi sempre e solo del loro corpo, avevano un’estrema e paurosa tolleranza per il dolore, distraevano e seducevano gli uomini.

Oltre a tutto questo siamo state egualmente capaci di imparare, di cacciare, di salvare noi stesse e i nostri congiunti. Gli uomini temevano di essere di poca utilità, al di là del proprio seme, ed effettivamente noi donne eravamo molto indipendenti, e forti, e al tempo stesso sapevamo stuzzicare gli uomini fino a farli anche impazzire d’amore, lussuria e possessività.

Avevamo molto potere e così [gli uomini], utilizzando l’unica cosa che avevano a disposizione contro di noi, la forza fisica, hanno istillato la paura in un’intera generazione fino a sottometterla e ci hanno controllato per migliaia di fottutissimi anni.

Ditegli che lavoriamo la stessa quantità di ore, con le stesse capacità e qualificazioni per un salario minore solo a causa dei cromosomi con cui siamo venute al mondo.

Ditegli che noi siamo solo da poco in grado di scegliere chi amiamo anziché essere vendute dai nostri padri al migliore offerente, per quanto quest’uomo potesse essere brutto, scortese, pericoloso, noioso o vecchio, incurante di quello che volessimo o di quale fosse la nostra natura sessuale. E ditegli che questo accade ancora oggi in molte parti del mondo, dove continuiamo a rimanere cittadini di seconda categoria.

Ditegli che cosa significhi essere una donna. Ditegli quanto dobbiamo stare sempre in guardia, letteralmente pronte a proteggere la nostra vita ogni volta che camminiamo da sole nella notte, ogni volta che camminiamo in mezzo al parco,ogni volta che prendiamo un taxi, un treno, ogni volta che usciamo a bere, mentre ci dirigiamo verso le nostre macchine, andiamo a un appuntamento, o siamo in un ascensore con uno sconosciuto. O siamo in un qualsiasi seminterrato. E a volte dobbiamo avere paura anche nelle nostre stesse case, perché è un continuo attacco alla nostra sicurezza, da parte di sconosciuti ma molto più spesso da uomini che conosciamo.

Fate in modo che provino empatia e fategli sviluppare un senso di protezione nei nostri confronti.

Ditegli di piangere quando è triste, ditegli quanto sia importante parlare dei suoi sentimenti, ditegli di quanto sia meglio essere gentile e forte piuttosto che rigido e debole.

Non permettete a nessuno di dirgli di smetterla di essere “una ragazzina” se mostra segni di sensibilità: se riducessimo queste ridicole prescrizioni legate ai ruoli di genere ci avvicineremmo le une agli altri e ci sarebbero molti meno misteri fra noi, cosa che credo attenuerebbe la paura e la sfiducia degli uomini nei nostri confronti. E rendendolo una persona mentalmente più stabile e sicura, ridurrete di molto le possibilità che possa essere impregnato del nostro insicuro e patetico patriarcato.

Trattatelo con gentilezza ed empatia, fatelo sentire al sicuro, non tradite la sua fiducia, la vostra relazione con lui definirà interamente la sua opinione sulle donne,e vi ritroverà in ogni donna che incontrerà provando amore e rispetto.

Fate in modo che lui si possa confidare con voi sin dalla più tenera età, di modo da poter capire quale veleno si stia riversando in lui. E non giudicatelo, quantomeno non in maniera esplicita: fatelo alle sue spalle o con i tuoi amici, ma davanti a lui dovete indicargli la giusta via, in modo da farla sembrare divertente e accattivante.

Parlategli del sesso! Non solo della riproduzione, ma del sesso. Della sua parte piacevolmente divertente, della gioia, del piacere reciproco e del consenso entusiasta. Non siate timide per quel che riguarda questa parte, non rendetelo un argomento scomodo di cui parlare a casa. Perché se lo spingete nell’ombra, lì vi troverà Pornhub e quello diventerà il suo maestro, e nessuno ha bisogno di questo!

Credo che conoscere il sesso attraverso i porno sia come imparare a guidare guardando «The Fast and the Furious», un’idea del cazzo insomma!

Ditegli la storia della parola «no» per le donne e di come sia nuova nel vocabolario di una donna, di come – se abusasse della nostra condizione storica, piegandola ai capricci di un uomo – sarebbe la più grande colpa e il più grande segno di debolezza che potrebbe mostrare. E ditegli che quando si parla di sesso, il consenso tecnico di una donna non è la norma data per scontato [2] ma il fondamento di base, e che qualsiasi cosa che differisca da una donna entusiasta nell’ambito della sessualità è qualcosa di molto brutto – ed è segno che lui deve fermasi, qualunque cosa lui stia facendo! E parlare con lei.

Ditegli che essere generoso in camera da letto verrà raccontato in lungo e in largo, perché noi ci raccontiamo tutto, e il suo nome dovrebbe diventare leggenda.

Raccontategli dei vostri sogni e delle vostre speranze, così che possa crescere desiderandole per voi, e senta che siano egualmente importanti. Ditegli di come vi sentite, non siate sempre perfettamente stoiche come siamo state condizionate a essere – il che significa, in fin dei conti, che gli uomini sovrastimano la nostra capacità di far fronte alle difficoltà e ci fanno pressione fino allo stremo.

Costruite un uomo che capisca che siamo semplicemente umane e che abbiamo bisogni, e ogni tanto abbiamo bisogno di aiuto.

Ditegli che siamo intelligenti! Mostrategli donne intelligenti che siano modelli per voi, e che ammirate: ditegli di cercare tutto ciò in una donna, mostragli dei film con donne forti sin da bambino.

Ditegli che siamo divertenti, e mostrategli donne divertenti, ditegli che siamo forti e ditegli che è una gran cosa! Digli che è figo, che è sexy, mostrategli quanto siete forti e non corretegli dietro. Non correte dietro a un uomo in casa vostra! Pretendete il rispetto che vi meritate, siate sua amica, siate sua maestra, passate la vostra vita con lui e crescetelo, se scegliete di crescerlo con un uomo, che sia con un brav’uomo, un uomo che condivida il vostro stesso senso della vita e che vi rispetta.

Non sminuitevi mai! Forse dobbiamo lottare con gli uomini della nostra generazione (e con quelli della generazione precedente) per i nostri diritti, per la nostra sicurezza e per fare sentire le nostre voci, il ché è triste e frustrante. E so anche che vi sto chiedendo di lavorare ancora di più. Ma abbiamo di fronte a noi un’occasione d’oro per ridefinire il futuro della nostra società direttamente dal nostro soggiorno.

Costruite questi uomini dal nulla affinché si adeguino alle donne, invece che prendere tutto lo spazio a disposizione e forzarci a diventare minuscole e posizionarci in un angolo che ci viene messo a disposizione da loro.

Dio mio siamo state veramente eccezionali per essere state in grado di superare tutta questa merda!

Diteglielo!

Jameela Jamil – MAKERS Conference 2019

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[1] Il testo originale, such a potent, rotten marinade [una marinatura così potente, così marcia] perde molta della sua potenza se tradotto letteralmente. Si è optato dunque per un’immagine affine, che suonasse altrettanto forte in italiano.

[2] Anche in questo caso è stato necessario abbandonare la metafora originale: Gold-standard è il sistema aureo di riferimento, il valore monetario fissato rispetto a quello dell’oro.

GIANPAOLO BENTIVEGNA

GIANPAOLO BENTIVEGNA

Vision: "Una voce provocante che smuove le coscenze!" Professionista nel settore web, da un paio d'anni si è dato a progetti artistici di makeup e spettacolo. Identificandosi come Queer e vivendo a Berlino, ha come obiettivo quello di condividere esperienze e passioni usandole come spunto di riflessione per una discussione costruttiva!

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