DDL Zan e Libertà di Espressione

DDL Zan e Libertà di Espressione

Ciao a tutte, tutti e tutt*,

Chi sono? Sono l’unica e favolosa (me lo dico da sola) Magika Kontessa!

Spero che stiate trascorrendo questa estate particolare in modo, comunque, piacevole.

In questi mesi abbiamo sentito parlare di «Legge contro l’omotransfobia e la misoginia (o violenze di genere)» (o “Legge Zan”). Dell’omo-lesbo-bi-transfobia abbiamo parlato mesi fa (nell’articolo Omo-lesbo-bi-transfobia); di questa legge parleremo meglio in uno dei prossimi articoli, anche perché al momento è ancora nel pieno dell’iter di discussione e fino a settembre non vi saranno molti sviluppi – quindi capiremo meglio allora che cosa accadrà.

Parleremo invece di una questione che ha suscitato diversi scontri e numerose polemiche: la libertà di espressione!

La libertà di espressione

Se cercate su internet, la prima definizione che troverete di ‘libertà di manifestazione del pensiero’ (o ‘libertà di coscienza’) è

un diritto fondante riconosciuto negli ordinamenti democratici di tipo occidentale, in assenza del quale non può esserci democrazia, per questo vi sono diverse leggi e norme a tutela di questa. [1]

Mentre la Treccani (poi non dite che le mie fonti non sono affidabili!) dice che

[…] per quanto riguarda l’esperienza italiana, la libertà di manifestazione del pensiero si colloca quasi a metà tra le libertà individuali e le libertà collettive, nel senso che la ragione della sua tutela risiede sia nell’interesse individuale di testimoniare i propri convincimenti, sia nell’interesse generale al progresso in qualunque campo attraverso il libero confronto delle varie opinioni.

Una semplice spiegazione

Il discorso è abbastanza facile, almeno fino a quando dico cose del tipo: «il rosso (un colore a caso, eh!) è il colore più bello» oppure «penso che le scarpe da ginnastica siano perfette per ogni occasione, sempre!» insomma “cose x”, opinioni generiche. Fin qui tutto bene visto che non si va a minare la libertà altrui.

Se si dicono cose tipo «tutt* devono vestirsi solo di rosso perché è il mio colore preferito» o «tutt* devono mettere sempre e solo scarpe da ginnastica» beh, insomma, qua si inizia ad entrare in un altro mood: mettile te le scarpe da ginnastica, io metto solo e soltanto tacchi! Ovviamente fino a che si tratta di cose del genere non vi sono problemi, perché al massimo l’opinione viene ignorata. Il problema si ha invece quando a usare questo approccio sono persone influenti, che pronunciano frasi giudicanti su temi di natura sociale e spesso falsando le informazioni, condizionando persone poco informate sui fatti. Peggio ancora sono politici/che che attraverso le leggi cercano di promuovere discriminazione e in tutte le loro campagne politiche si impegnano anche per togliere diritti già ottenuti in passato.

Basta vedere cosa è successo poco tempo fa in Umbria per quanto riguarda l’aborto (la Regione ha abolito la possibilità di praticare l’aborto farmacologico in day hospital): stiamo facendo enormi passi indietro. Pensi che l’aborto sia sbagliato? Legittimo, libertà di pensiero ed espressione. Se sei contraria allora non usufruire di questa possibilità, ma non puoi impedirlo alle altre persone che invece decidono di ricorrervi. Di certo non è tollerabile che venga fatta una campagna d’odio contro questa pratica, visto che siamo in un contesto storico-sociale che per fortuna ha già scardinato diversi tabù del passato: la donna può, deve ed è in grado di scegliere liberamente. Se per te è un problema (ovviamente non te che leggi, un te ipotetico!) sticazzi (si può dire sticazzi?) e mi verrebbe anche da dire: pensa per te e fatti una vita!

Legge contro l’omofobia e la misoginia

Ecco, per tornare a noi, questo processo è stato applicato anche alla legge in questione rivendicando un diritto alla libertà di espressione in contesti del tutto casuali e privi di fondamento. Gli/le oppositori/trici, principalmente di destra, hanno detto più volte che con questa legge non avrebbero più potuto esprimere le proprie idee contrarie alle persone e alle questioni dei diritti LGBTQIA+.

Per farla breve, secondo costoro non si potrebbero più dire cose del tipo «io sono contrario/a ai matrimoni egualitari» perché così verrebbero multati, sarebbero denunciati o chissà che, visto che ne han dette di tutti i colori (e non bei colori come al Pride, ma tutti i colori del disagio e dell’ignoranza). La legge non riguarda questo e permetterà ancora a chiunque di poter esprimere questo tipo di concetti omo-lesbo-bi-transfobici. La legge tutela invece i cittadini e le cittadine nel caso in cui, per esempio, una persona transofoba dicesse cose violente (tipo «le persone trans vanno picchiate»); quest’ultima infatti non solo verrebbe condannata per istigazione all’odio ma avrebbe anche una aggravante determinata dalla discriminazione rispetto all’identità di genere (o in altri casi all’orientamento sessuale).

Per fare un altro esempio: se un uomo ne denunciasse un altro dopo essere stato picchiato a seguito di un litigio, la situazione potrebbe esaurirsi in una denuncia per percosse. Se invece un uomo ne denunciasse un altro dopo essere stato picchiato in quanto gay, subendo quindi una violenza omofoba, nella denuncia comparirebbe un’aggravante determinata da uno specifico atto di odio e discriminazione.

Inoltre, vorrei ricordare che sì, gli oppositori reclamano il diritto di poter dire cosa pensano, ma in tutto ciò magari ci sarebbe anche un mio (ovviamente vale per tutt*) diritto a non essere offesa e discriminata.

Si è parlato addirittura di Eterofobia, norme “personalizzate” e leggi a tutela delle persone eterosessuali, che sarebbe come invocare leggi contro la discriminazione dei bianchi o la discriminazione dei maschi! Detto questo, però, la legge in realtà protegge e tutela anche le persone etero perché è la motivazione a essere punita! Come scritto anche in alcuni articoli precedenti (in particolare lIdentità Sessuale), non sono rari i casi, per esempio, di persone eterosessuali, specie nelle scuole dove le/gli adolescenti sono spesso vittime di bullismo, aggredite perché ritenute omosessuali e che subiscono così forme di violenza o discriminazione omolesbobifobica: con questa legge verrebbe aggiunta un’aggravante, come detto prima, che si spera possa ridurre (e magari eliminare del tutto) questi atti.

La legge, inoltre, prevede politiche attive e positive sulla protezione e sul finanziamento di case-rifugio per aiutare quelle vittime che hanno bisogno di essere protette e tutelate (una persona LGBTQIA+ sbattuta fuori casa perché rifiutata dalla famiglia, o in età adolescenziale e dunque bisognosa di protezione); prevede l’istituzione della Giornata Nazionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia (che sarà fissata il 17 maggio) che non sarà una giorno festivo ma che avrà incontri e iniziative scolastiche per il contrasto alle forme di violenza e discriminazione: ovviamente la riduzione di questi fenomeni passa anche (e forse soprattutto) da un lavoro socio-culturale!

Rielaborazione grafica contro l'Omo-lesbo-bi-transfobia
Rielaborazione grafica di Junio Aglioti Colombini.

Attesa e speranza

Vedremo cosa succederà con questa legge e come verrà poi approvata (si spera), cosa sarà modificato e quali pezzi andranno persi per strada; ovviamente si spera il meno possibile, ma purtroppo le situazioni politiche sono sempre complesse, come ha dimostrato il caso della stepchild adoption durante la discussione sulle Unioni Civili del 2018. Cerchiamo di essere fiducios* anche se, tra emendamenti e strumentalizzazioni, il cielo, come sempre purtroppo, non è così sereno (ma dopo la tempesta esce l’arcobaleno!). Vedremo come si evolverà a settembre questa questione politica e sociale, importante per tutt*. Magari ne parlerò meglio in un prossimo articolo una volta che la situazione sarà più definita!

Intanto grazie per l’attenzione come sempre, buona continuazione d’estate e alla prossima.

Un bacio virtuale

Adoro

______________________________________________________________________

1. Come recita la ben nota Wikipedia

Magika Kontessa

Magika Kontessa

Chi sono!? Ma come sono Magika Kontessa! Ed è così che inizia pure il mio primo singolo canoro. Ma torniamo a noi, una cosa alla volta. Mi chiamo Magika Kontessa e sono una Drag Queen con più di dieci anni di carriera alle spalle: ho iniziato per gioco ma la vita a volte riserva tante sorprese ed eccomi ancora qua, più sfavillante che mai! Essere una Drag Queen per me ha un valore politico, oltre che ludico e di intrattenimento: sono un'attivista per i diritti delle persone LGBTQIA+. Ad oggi mi trovate come resident Drag Queen delle serate OUT&RIOT di Pinkriot – Arcigay Pisa, serate pisane all’insegna della musica, del ballo e del divertimento. Che altro dire di me? Come anticipato precedentemente, per festeggiare i miei dieci anni di carriera ho inciso un iconico singolo dal titolo “Zozzerella” che potete trovare online, spero vi piaccia e vi faccia divertire! Adoro!

Commenta