Le stelle

Le stelle

E Quindi?

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X si rivolge al lettore: «Eccovi finalmente! Sono stata invitata nel balcone di Qualia. Siamo tutte e beviamo sangria bianca, a fiumi!»

Randagia saltellando: «L’ho vista!!!»
Ulma smette di bere: «Dove?»
X con meraviglia: «Oh-oh! Anch’io!”
Qualia serenamente: «Avete espresso un desiderio?»
Randagia, quasi oltraggiata: «Certo!»
X: «Più o meno, forse erano una decina…»
Ulma con fare da maestra d’infanzia: «Uno alla volta.»
Stasi: “Per carità!
Qualia allegramente: «Cosa avete desiderato?»
Randagia secca: «Non te lo dico!» poi, più dolce: «Mia cara Qua-qua!»
Glise balbetta goffamente: «E t-tu, qui-quin-di-ci?»
X fissa ancora sopra sé: «Dico che poi non si avverano.»
Randagia: «Ulma le hai portate?»
Ulma: «Sì…» sfila lo zainetto dalla spalla e ne estrae dei fogli.
X riscende sul pianeta Terra: «Ah! Vero!»
Glise senza ironia: «È la serata perfetta per leggerci le tue ultime sviolinate.»
Stasi un po’ brilla: «Non sono sviolinate, sono… romanticherie interessanti!»

Ulma legge ad alta voce:

Vorrei intrecciare ancora i suoi riccioli. Il suo respiro era dentro il mio in un unico grande fiato. Sognavamo di andare ad abitare insieme in una grotta , sarebbe stata una vita romantica nel sottosuolo, solamente noi. Oggi mangio una mela… L’ho sempre trovata insipida e non avrà mai più sapore. Quando ti toccano sul personale ergi barriere, ma non ti pari mai per tempo.

Stasi annuendo: «Amen.»
Qualia seriamente: «Ulma, cosa cerchi dall’amore?”
Glise a sfottò: “Una domandina facile-facile!»
Randagia cruda: «Io ci ho rinunciato.»
X accenna un sorriso a Randagia, poi: «Mai dire mai…»
Ulma da placida a decisa: «Mmh… allora, vorrei essere amata; capita; rispettata; e stimata!»
Stasi dondolando: «Ragionevole.»
Randagia sentendosi saggia: “Care mie, chi troppo vuole nulla stringe.» Ulma: «Non ho mai trovato un uomo che sapesse darmi nemmeno una, di queste cose.»
Randagia: «Ok… una è il minimo sindacale.»
Stasi oltre l’allegrezza: «Ahahah il sindacato dell’amore!
Glise prendendo Stasi a braccetto: «Tutti egocentrici!”, poi Glise e Stasi iniziano a camminare lentamente girando intorno alle altre.
Randagia: «È difficile che non siano di questo stampo oggi.»
Glise: «Chi fa da sé fa per tre.»
Stasi rutta, poi: «E il rutto vien com’è.»
Ulma: «Buon pro!»
X: «Andiamo avanti che c’è da trovare materiale per il nostro album.»

Ulma:

La polvere del tempo lo avvolge in un guscio epico. Su tela sembra più reale… Mi confido con il re della mia fantasia! Qualche sera ho l’impressione che mi sussurri di rimando i suoi pensieri. Ma le mie tempere sono secche – strasecche.

X: «Potremmo andare al mare e continuare a leggere… fare un bel bagno!» Glise: «Oh! Tu sei impazzita?! Fa un freddo si pipa!»
Ulma schernendo l’amica: «È l’alcool.»
X: «Però ci potremmo sdraiare sulla sabbia…»
Stasi si stacca da Glise e si sdraia per terra.
Glise: «C’è la guazza!»
Stasi: «Le stelle sono la sabbia di questa clessidra cosmica.»
Randagia beffarda: «E dopo questa…», preme sul telefono e parte il Waltz No.2 di Dimitri Shostakovich.
Qualia a Randagia: «Te l’eri preparato?»
Randagia con espressione furbetta: «Sì! Prego Ulma.»

Ulma si schiarisce la voce, poi:Certi incubi ti restano dentro come una profezia. Magari l’Amore esiste e lo allontano credendolo irreale. Forse lui mi cerca mentre io distruggo sul nascere il nostro lieto fine. Spero di poter presto dire che il veleno era solo aceto. E sentire di avere un’altra possibilità.

La musica continua e alzano tutte lo sguardo alla volta stellata.

X si rivolge al lettore: «Non so dire chi fosse ancora sveglia quando Randagia ha iniziato ad aprirsi.»

Randagia: «Credo che qualcosa si sia rotto in me già da bambina. Come se fossi rimasta alla fase orale e non facessi altro che nasconderlo.»
X: «Perché dici questo?»
Randagia: «Perché quando una persona mi interessa io avrei voglia di toccarla, annusarla e a volte anche di assaggiarla, ma solo per capirla meglio. Poi mi trattengo, perché verrebbe interpretato come un atto sessuale, quando ancora non sono certa che lo sia. Poi però può capitare che nei miei sogni la persona appaia in quella veste, ma sento che è una semplificazione data dal non aver assecondato il mio istinto. Come se il possedere qualcuno fosse l’unica chiave di accesso ad un’intimità più profonda. Io non voglio possedere nessuno, né essere posseduta. Non che voglia escludere il sesso eh! Solo che mi fa paura l’attaccamento morboso… Vorrei sentirmi legittimata ad amare anche al di là di quello che viene inteso per amore romantico.»

X si rivolge al lettore: «Non avevo la forza di risponderle. Sono riuscita ad afferrarle una mano e ci siamo addormentate così.»

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Alice Bianchi

Alice Bianchi

Nata e cresciuta a Pisa, dopo il triennio in comunicazione e il corso pre-accademico di canto lirico al Mascagni di Livorno, ha iniziato a studiare editoria digitale. Nonostante ritenga di avere una vita sconclusionata, si sente ganza e "La Ganza" l'ha fondata. Ma l'ha fatto più che altro per ruzzare in bella e buona compagnia.

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