La Randagia

La Randagia

E Quindi?

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X si rivolge al lettore: «Randagia mi ha aiutata a ricordarmi delle tre ragazze strane. Le ho viste per la prima volta alla mia audizione per la band! Ieri sono rimasta a dormire da Ulma che è dovuta uscire presto stamani ed è clamoroso, ma il balcone della sua cucina dà sulla cucina di una di loro!”

Stasi spazza a terra, mentre Glise lava i piatti.
Glise: «Scopa anche sotto le sedie.”
Stasi ironica: «Certo maestà.”
Glise: «Ti si è illuminato il cell.”
Stasi: «Ah!” prende il telefonino, «è whatsapp.” Preme play in vivavoce su un vocale: «O budello, come stai?! Stasera proviamo Madre Terra in salina, mi porti Qua-qua? Voglio chiederle di fare il controcanto.”

X si rivolge al lettore: «So chi è! Certo che qui si sente tutto…”

Al contempo Glise: «Ahahahah, Randagia…”
Stasi: «Povera Qualia, non smetterà mai di chiamarla così.»
Glise: «E tu ti fai chiamare budello?!»
Stasi: «Lei può.»
In chat con Qualia, Stasi preme registra: «Io e Glise andiamo a sentire l’ultimo pezzo delle bimbe. Randagia chiede di te, vieni?» Invio.
Glise: «Chi ha detto che io venga?»
Stasi sogghignando: «Mi chiedi sempre di venire!»
Glise arrossisce e poi sbofonchia: «Ah-ah, sì ma non mi piace essere data per scontata.»

X si rivolge al lettore: «Che siano una coppia?»

Play: «Mi fa quasi effetto sentirti parlare così. Stasera non posso purtroppo… salutatemele!» Registra: «Ho passato troppo tempo con Glise ultimamente… Per stasera riferisco.» Invio.
Glise puntando l’indice verso il basso: «Sotto il tavolo!» Indica delle briciole.
Stasi: “Vedo e provvedo.»

X si rivolge al lettore: «Ok, stasera ci parleremo in modo normale.»

Più tardi, in salina prove. Randagia alla voce e chitarra, Ulma al basso e ancora-non-hanno-capito-come-si-chiama, alla batteria. Stasi e Glise sono sedute su un divanetto sfatto, di tessuto un tempo rosso. Davanti hanno un tavolino coperto di birre, due le sorseggiano. Ascoltano la canzone, ma si parlano nelle orecchie, cercando di farlo nelle pause in cui Randagia non canta.

Randagia: «Madre Terra»

“Il canto dei grilli è coperto dalle automobili la luce delle stelle, oscurata dai lampioni. Vorrei toccarti curarti le piaghe…”
Glise: «Oh fammi rivedere l’instagram di leilà»
Stasi apre l’applicazione e la passa a Glise.

“Ma ti guardo e tremo. Sta franando. Questo calderone paziente di sentimenti infetti precipita nell’oscurità.”
Glise: «Dai commenti non si capisce come si chiama»
Stasi: «Ho guardato bene, mette solo illustrazioni di regine, corone, scettri… e citazioni…»
“Continuerò a guardarti accogliere la sofferenza. Asseconda il vento placa il tuo cuore cerca alleati decanta il sole”
Glise: «… Come immagine del profilo ha una freccia verso il basso…»
Stasi: «E’ un enigma.»
Su Glise e Stasi precipitano due ciabatte.
“Nella penombra troverai l’indipendenza.”
Accordone finale.
Randagia scalza: «Che ve ne pare?»

X si rivolge al lettore: «A quel punto Glise e Stasi ci hanno fatto i complimenti, ma Randagia non le ha prese sul serio e le ha sbattute fuori. Eh…!»

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Alice Bianchi

Alice Bianchi

Nata e cresciuta a Pisa, dopo il triennio in comunicazione e il corso pre-accademico di canto lirico al Mascagni di Livorno, ha iniziato a studiare editoria digitale. Nonostante ritenga di avere una vita sconclusionata, si sente ganza e "La Ganza" l'ha fondata. Ma l'ha fatto più che altro per ruzzare in bella e buona compagnia.

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