Virgilio

Virgilio

È considerato il principe dei poeti di Roma per la grande influenza che ebbe sul mondo latino.

Scrisse Le Bucoliche per evadere dal mondo che lo circondava e rifugiarsi nella fantasia, mentre fuori dalle mura domestiche imperversava la guerra civile:

«Sorgi, Lucifero, e porta l’almo giorno precedendolo,
mentre mi dolgo deluso da indegno amore per Nisa
come uno sposo, e sebbene non mi giovarono come testimoni,
tuttavia nell’ora estrema, morendo, invoco gli Dei.»

https://www.marcovalerio.it/antologia/Bucoliche/hypertext/0009.htm

Impiegò dieci anni a scrivere l’Eneide. Quando ormai stava per morire, chiese che il suo manoscritto fosse bruciato. Nessuno gli dette ascolto.
Ed è così che è giunto fino a noi.

Il quarto libro dell’Eneide tratta la relazione tra Enea e Didone, la vedova regina di Cartagine. Didone prova una passione distruttiva per Enea:

«Poi quando, divisi, anche la luna oscurata a sua volta
copre la luce e le stelle tramontando invitano ai sogni,
sola geme nella vuota reggia e sui tappeti abbandonati
si sdraia.»

http://web.ltt.it/www-latino/virgilio/libro4_italiano.htm

Riescono a sposarsi in una grotta, ma presto l’eroe viene chiamato a partire da Giove. Enea accetta, e qui comincia la tragedia. Addirittura maledice lui e tutta la sua stirpe:

«[…] Trattate con odio la stirpe e tutto
il popolo futuro, ed inviate alla nostra cenere questi
regali. Per i popoli non ci siano alcun amore e patti.
Sorgi tu, un vendicatore, dalle nostre ossa
sì, insegui i coloni dardanii col ferro e col fuoco,
ora, dopo, in qualunque tempo si daranno le forze.
Prego lidi opposti a lidi, onde a flutti,
armi ad armi: combattano sia loro, sia i nipoti.»

http://web.ltt.it/www-latino/virgilio/libro4_italiano.htm

La sua ferita diventa follia, fino a dimenticare i suoi doveri verso il popolo, e, infine, a suicidarsi per ritrovare la sua dignità:

« […] Didone
volgendo lo sgardo di sangue, chiazzata le guance
frementi di chiazzee pallida della futura morte,
irrompe nelle stanze interne della casa e sale
impazzita gli alti roghi e sguaina la spada […]»

http://web.ltt.it/www-latino/virgilio/libro4_italiano.htm

Ed ecco la morte virile di Didone per mano della spada di Enea.

Spada, forte e potente statica e ferma, boscaglia sullo sfondo.
https://unsplash.com/photos/P8LZaU52NME
Rachele Piga

Rachele Piga

Nata nel 1989 a Firenze, scrivo poesie dal 2006, laureata nel 2012 in Lingue a Civiltà Orientali a Roma.

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