Sulpìcia

Sulpìcia

Della poetessa romana sono rimasti solamente sei poemi. Ma è anche l’unica poetessa del tempo di cui sia rimasta testimonianza scritta.

Essi sono inseriti in una composizione più ampia sotto il nome di Tibullo.
Sono dedicati al suo amante Cirente.
Ecco un estratto della prima poesia pervenutaci:

Finalmente l’amore è venuto, tale che la reputazione di averlo nascosto sarebbe per me una vergogna maggiore che non quella di averlo rivelato a qualcuno.

https://didattica-2000.archived.uniroma2.it//lett_lat_B/deposito/Sulpicia

Sulpìcia non si vergogna di dichiarare il proprio amore:

Ma mi piace peccare, mi dà fastidio atteggiare il volto per la buona reputazione: che sia detta essere stata, io degna di lui, con uno degno di me.

Sa che il suo amato l’ha tradita e scrive queste parole per farlo ingelosire:

Tu ti abbassi a frequentare prostitute e schiave (e non ti preoccupi che io possa essere tentata di fare altrettanto). Sappi però che intorno a me ci sono persone che invece si dispiacerebbero molto se andasse a finire che io, per ripicca, mi degradassi al punto da unirmi a uomini di classe ignobile.

Rachele Piga

Rachele Piga

Nata nel 1989 a Firenze, scrivo poesie dal 2006, laureata nel 2012 in Lingue a Civiltà Orientali a Roma.

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