Oltre il vuoto

Oltre il vuoto

Breve storia della mia discesa nell’abisso dell’essere

La senti la rabbia? Il fuoco nelle viscere alimentato dal furore degli oppressi. Le lacrime trattenute dalla spinta all’azione, la dignità negata e riconquistata nel rifiuto di cedere. Quella stretta al cuore che nasce dal basso dove il rimosso e il represso, l’escluso e il dimenticato, vengono abbandonati a macerare e ribollire schiacciati dalla pressa dell’oppressione.

Mappa delle parole chiave collegate alla rabbia. Fonte: SVG SILH

Finalmente superato il punto di saturazione esplode l’inespresso. È l’equilibrio negato che grida vendetta, giustizia, retribuzione.

Ho strappato via il cuore per non sentire le grida delle mie viscere, il pianto terrorizzato di un infante abbandonato a sé stesso nel sangue e nella merda della fogna in cui il destino l’ha scaricato. Un dolore negato perché <<C’è chi sta peggio!>>, là dove la luce della speranza non arriva ed è eterna la notte della disperazione.
E crescendo è lì che sono andato a cercare la mia gente, ma loro non c’erano.

Disperato ho solcato cieli e mari alla ricerca di un complice ma non sapevo leggere le stelle e mi sono perso.
Sono tornato alle radici e sono dovuto fuggire ancora soffocato da mediocrità e piccolezza.
Ormai capace di sostenere solo lo sguardo puro di specie diverse, privo di forze mi sono ritirato in un sonno lungo mille anni fatto di incubi e torture, alimentando l’ormai flebile fiamma di quella luce con sogni che non erano i miei eppure la cui narrativa sempre logica e lineare mi offriva qualcosa da desiderare.

Banksy, Hitchhiker to Anywhere Archway, 2005
Banksy, Hitchhiker to Anywhere Archway, 2005

La vita non è un gioco e le regole sono un’illusione.

Esausto strenuamente gratto le pareti di questa prigione che ho costruito per difendermi da un mondo a cui non sento più di appartenere da tempo. Il richiamo di mondi ulteriori, nuovi sogni, è irresistibile e demoniaco. Crederci e cedere al sogno significa abbandonarsi alla follia; accettarne la natura comporta invece uscire dalle fogne coperto di merda e sangue a farmi deridere da coloro che mi ci hanno buttato.
E covo rabbia alimentata da un senso di dignità capace di accettare merda e sangue ma che mille volte sceglierebbe la follia alle risate altrui. Una scelta impossibile.
E il mondo non cambia ma una sola persona, capace di guardarmi negli occhi come in uno specchio, potrebbe cambiarne la mia percezione. Ed è solo un altro sogno.

Ho osato guardare nell’abisso, il vuoto lasciato dal mio cuore. E nei miei occhi ora alberga la solitudine dell’infinito. Un deserto senza fine è tutto ciò che posso donare

Muro di nebbia fitta aleggia su massi di pietra dura, ruvida, solida. Il mare scuro sullo sfondo contrasta la pietra.
Ph. Henrique Carvalho Fonte: Magdeleine

Approfondimenti:
Rabbia
Solitudine
Depressione

Fabio Insogna

Fabio Insogna

Nato nella cittadina di Lowfield capoluogo della contea Moliseshire, immaginaria terra di origine degli hobbit sannitici, si trasferisce in tenera età a Pisadell sulle rive del fiume Arnien nella terra degli elfi toscani. Il precoce sradicamento lo porterà ad intraprendere un'epica avventura alla ricerca della sua identità smarrita, in questo affascinante viaggio scoprirà poi di non aver mai perso nulla ma di essersi arricchito in ogni tappa del suo peregrinare.

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