INNER POP APOCALYPSE

INNER POP APOCALYPSE
Fonte: Pxfuel

Deflagrazione mentale fissata nel tempo
un solo momento acronico
attenzione estroflessa in ogni direzione
convulsa respirazione pompa intenso terrore
eietto lungo l’asse verticale
attraverso il pozzo emozionale.
Annega concentrazione ansimante, sprezzante psichecida,
come gabbiano nel catrame agogna volare
ma sommerso resta inespresso,
non trova che l’oblio e la morte sarebbe consolazione
ma nel mondo interiore la dipartita non è un’opzione.

Esisti al pensiero cosciente o vegeti in stato latente.
Perenne ritorno al respiro più straziante
e null’altro, foss’anche per un istante.
La fiamma resta viva – appena – nell’ansare sincopato,
crea substrato su cui, inconsapevole, si costruisce l’io terrorizzato.

E resiste
in ogni piccola sensazione, fino a rendere il cuore inerte,
pronto alla fuga in ogni momento.
A niente è concesso darti sentimento,
predatore di te stesso
sotto al cervello pantera in agguato
ed ali tese allo scatto.
Al sequestro delle emozioni non esiste che un riscatto
averne coscienza e lasciarle fluire
poiché non viverle è come morire.
Attraversato da una nera saetta cerco la strada nella tempesta.

APOCALISSE!

Su di una terra straziata sisma creativo reinventa
– all’improvviso – un nuovo paradiso,
almeno in proiezione.

Dal cuore indolente un battito avverte:
“C’è ancora speranza per questa vecchia barcaccia.”

Non voglio volare, sì voglio restare, e navigare questo mare
viaggiare, scoprire e nuotare.
Accettare e capire
ma anche inorridire
e gridare, scalciare, colpire e ferire e
chiedere scusa,
ascoltare e parlare e poi amare
e sapere e non sapere, senza avere pretese.
Chissà, poi magari, anche un sogno per cui alzarmi ogni giorno
e sorridere e ridere ed anche soffrire
ma senza per questo voler poi sparire.
E fare l’amore, ma senza dolore,
trovando il piacere cercandolo insieme.

E sono poi stufo di aver sempre il muso
che anche se rido ho dentro un volto caprino
“E basta!” Mi dico, “sei giovane e un tipo!
Trova la forza di dare una svolta.”
Mi sembra comunque, di avere capito
che sto un poco meglio quando lo scrivo,
e se questa è la mia risposta vediamo pian piano dove mi porta!

Ma occhio alla testa, mio bel capoccione,
che io ti conosco, non farti illusione!
Puoi anche cadere ed aprirti e strisciare
ma da qui in avanti ti tocca avanzare.
Suvvia non far storie, lo so cosa pensi:
“Ma io sono un mago a tirarmi accidenti!”
Va da sé che in non tutti i frangenti
potrai mantenere il coltello fra i denti.
Ma aspetta, respira ed ascolta
che per la tua storia non serve una corsa.
E cerca, e scava, e racconta
che nella tua carne c’è un mondo in rivolta!
Ed ogni emozione ha valore, mio caro,
se sei ancora in grado di darle la mano.

L’essere umano non è fatto per creare confini ma per oltrepassarli.

Approfondimento: Oltre la paura

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Fabio Insogna

Fabio Insogna

Nato nella cittadina di Lowfield capoluogo della contea Moliseshire, immaginaria terra di origine degli hobbit sannitici, si trasferisce in tenera età a Pisadell sulle rive del fiume Arnien nella terra degli elfi toscani. Il precoce sradicamento lo porterà ad intraprendere un'epica avventura alla ricerca della sua identità smarrita, in questo affascinante viaggio scoprirà poi di non aver mai perso nulla ma di essersi arricchito in ogni tappa del suo peregrinare.

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