L’imbarazzo

L’imbarazzo

E Quindi?

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X si rivolge al lettore: «Ero al supermercato quando le ho rincontrate.» 

Qualia, Stasi e Glise sono all’estremo opposto della stessa corsia rispetto a X e inevitabilmente lei sente i loro discorsi.

Qualia con stupore: «Oi, guardate chi c’è!»
Glise: «Chi?»
Qualia bisbiglia: “La batterista del gruppo di Randagia.”

X si rivolge al lettore: «Ma parlano di me?»

Glise contorcendo la faccia: «Eh?!»
Stasi: «Dove?»
Qualiaindicandola: «È là!»
Glise: «Abbassa il dito!”
Stasi annuendo «È maleducazione…»
Qualia: «Beh, la andiamo a salutare?»
Glise: “Ma se non sappiamo come si chiama!”

X si rivolge al lettore: “Mi conoscono?!» 

Stasi: «Aspettate, ce l’ho amica su Instagram», prende il telefono e la cerca.

X si rivolge al lettore: “Cosa?!»

Qualia: «Dai, vedi un po’!”

Stasi: “Asp… no, vabbè!»
Glise: «Cosa?”
Stasi: «Ha un numero come nickname!»

X si rivolge al lettore: «Sì, è vero, sono io.»

Glise: «Oh, ci ha viste…», si vanno incontro fino allo scaffale dei prodotti in scatola.
Qualia inciampando dice: «C-ciao!»
X: «Ciao.»
Glise distoglie subito lo sguardo, avvicina una mano ad una mensola e anche lei saluta: «Ciao…»
Stasi con la coda dell’occhio osserva Glise e fa un cenno col capo ad X.
Qualia: “Emh…come stai?»
X muovendosi sul posto: «Bene… voi?»
Stasi con timbro metallico: «Bene.»

Glise: «Bene!» fa scivolare una scatola di pelati, ma Stasi la prende al volo.
Qualia ha una  fitta allo stomaco, poi dice: «Ci è piaciuto molto l’ultimo concerto!»
X (un po’ rigida): «Ah! Grazie!»

Glise cerca di supportare la conversazione: «Anche tu a fare la spesa qui?»
X sempre più forzata: «Già… che coincidenza!»
Qualia trattenendo l’aria che vuole uscirle dall’intestino: «Abiti vicino?»
Stasi bisbiglia a Qualia: «Le fai il terzo grado?»
X velocemente: «Sì, pure voi?»
Glise scossa: «S-sì.»
Qualia digrignando i denti per lo sforzo che sta compiendo: «Io sto a due passi!»
Stasi si passa una mano tra i capelli, mentre scruta le amiche e dice: “Io no, ma sono venuta a fare un giro…»

Attimo di vuoto …

X: «Allora… buona spesa!” e si apre con fatica un varco tra Stasi e Glise.
Stasi: «A presto quin…” si interrompe e riprende: «Alla prossima.”
Glise molleggiando con le gambe: «Ciao.»
Qualia saluta con una mano, mentre l’altra le sostiene lo stomaco. Si allontanano di poco, poi Glise dice: «Il gelo…eppure mi è sempre piaciuta!»
Qualia: «Siamo state terribili! Era meglio non rendersi conto di non sapere il suo nome.»
Stasi: «Bona vai, io la stavo per chiamare col suo nickname!»
Qualia: «Ah già ma, qual era?” le esce un rutto e Glise squittisce.

X, che continua a sentirle, si rivolge al lettore: «Oibò!»

Stasi: «Buon pro!»
Qualia: «Scusate! …»
Stasi: «Comunque il suo nickname è quindici, il numero quindici.»

Glise: «Pensavo parlassi di un numero di telefono quando hai detto che era un numero!”
Qualia: «Però neanche lei ha detto i nostri nomi, magari non li sa…!»
Stasi: «Non trovare scuse, l’abbiamo vista tipo un milione di volte.»
Glise macina l’aria facendo perno su un piede, poi dice: «È che è un tipo anonimo…»
Stasi: «Eh! Non lo sarebbe se ne sapessimo il nome!»

X si rivolge al lettore, mentre tocca con la mano scatole di cereali e un commesso la scruta con sospetto: «Che faccio? Mi giro e glielo dico?»

Qualia: «Possiamo chiederlo a Randagia!»
Glise: «Ma dai, che figura ci faremmo?!»
Stasi: «Quella di quelle che siamo.»
Qualia: «Io a Randagia l’ho già chiesto, ma si diverte a sfottermi e tenermi sulle spine.»
Glise e Stasi all’unisono: «Tipico.»

X si rivolge al lettore: «A questo punto eravamo troppo distanti. Forse avrei dovuto presentarmi, probabilmente sì… Scusatemi, ma ero terribilmente in imbarazzo!»
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Alice Bianchi

Alice Bianchi

Nata e cresciuta a Pisa, dopo il triennio in comunicazione e il corso pre-accademico di canto lirico al Mascagni di Livorno, ha iniziato a studiare editoria digitale. Nonostante ritenga di avere una vita sconclusionata, si sente ganza e "La Ganza" l'ha fondata. Ma l'ha fatto più che altro per ruzzare in bella e buona compagnia.

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