L’evoluzione della parola cover

L’evoluzione della parola cover

Alzi la mano chi di voi non ha mai avuto un amico innamorato delle cover band e che vi costringeva ad assistere a tutti i concerti di paese!

Ebbene, eccomi qua, sono proprio io il compagno in questione e neanche mi vergogno a confessarlo!

Facciamo un passo indietro però, il termine “cover” in realtà ha origini che risalgono agli anni venti, quando le persone -ahimè- avevano poche pretese. Non erano interessate a chi eseguiva un pezzo, un’artista spesso veniva confuso con un altro. Difficilmente si prestava l’orecchio ad un ascolto approfondito di come un cantante interpretava un pezzo, ciò che veniva considerato importante era il brano in sé per sé. Le case discografiche, quindi, non investivano molto nemmeno nell’aspetto pubblicitario. Alla fine ciò che dovevano fare, per accontentare gli acquirenti, era inserire all’interno del disco canzoni conosciute ai più.

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Con il tempo le cose sono cambiate, soprattutto perché anche i più giovani hanno iniziato ad avvicinarsi al mondo della musica. Ed è negli anni 50’ che la cover inizia ad assumere un significato simile a quello che gli attribuiamo oggi. All’epoca, i grandi successi delle prime star, venivano riproposte in versione più edulcorata, meno rock and roll. La mentalità era ancora molto conservatrice e il pubblico non era abituato a melodie troppo energiche. O a dare merito ad artisti famosi, che all’epoca, erano per lo più di colore. Si parlava quindi di una vera e propria rivisitazione dei brani in modo da renderli accessibili a tutti. 

In Italia, dagli anni 60’, iniziano a svilupparsi due correnti di pensiero sull’utilizzo delle cover. C’è chi preferisce tradurre e proporre canzoni già conosciute all’estero e apprezzate e chi, invece, andare alla ricerca di brani di nicchia ma comunque meritevoli. 

Se nel primo caso il successo era assicurato, nel secondo si trattava piuttosto di un terno al lotto.
Questo perché c’è una verità universale, che è chiara da sempre e che non verrà, probabilmente, mai rinnegata. Quella che viene chiamata Hit non è, in maniera automatica, la più valida a livello di armonia tra testo e arrangiamento. Dobbiamo sempre rammentare che dietro a tutto ciò ci sono delle manovre commerciali. Quindi i milioni di vendite o visualizzazioni non vanno per forza di pari passo con la qualità.

Nell’avvicinarsi ai giorni nostri, il concetto di cover muta di nuovo. Le riproduzioni non stravolgono più il pezzo originale, ma tendono invece ad essere il più fedeli possibile. Non si cerca a tutti costi il consenso o di ottenere grandi risultati, ma piuttosto di omaggiare il principale interprete. Sia che esso sia deceduto o ancora in vita. Ciò che conta è riuscire a creare un momento di condivisione tra cantante e spettatore, uno scambio di emozioni che ognuno ha provato, legate a quel determinato cantante. 

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Abbiamo quindi potuto assistere a delle vere trasformazioni del tema in questione. Ed ora? A che cosa pensate quando sentite la parola cover? Qual è la prima cosa o artista che vi viene in mente?

Da appassionata sono tante le immagini che mi si affacciano alla mente. Oggi non si parla più di semplice rivisitazione o imitazione. Si cerca di utilizzare la propria anima artistica a tutto tondo. Oltre che cantanti e musicisti, si diventa anche attori. C’è chi riesce a dare vita a dei veri e propri concerti ad immagine e somiglianza di quelli tenuti dai propri idoli di riferimento.

La vera novità, però, ce la regala Youtube. Perché se prima tutto si svolgeva live, ora assistiamo ad un vero e proprio mondo online dedicato alle cover. Sono tanti i nomi che vorrei citare, ma mi limiterò a quelli che io definirei dei veri “mostri” del campo. 

La famiglia Hollens è la prima che ho scoperto. Peter e Evynne sono esperti nel cantare a cappella, con le loro voci creano anche la base musicale, nonché gli eventuali cori. Inoltre, grazie al trucco e ai costumi, si trasformano in veri e propri personaggi. Spaziano dalle principesse o principi Disney, agli antagonisti, ai protagonisti di serie tv. O ancora a brani a tema, come quelli, per esempio, dedicati al Natale. Sono divertenti, degli intrattenitori ma, soprattutto, dei professionisti. I loro video sono indubbiamente di qualità e incantano chiunque abbia la fortuna di guardarli.

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Prima di passare all’Italia, un altro che vorrei nominare è Alex Boyé. Con strumenti di ogni tipo e ricercati, paesaggi da urlo e, avvalendosi dell’aiuto di coristi, realizza dei magici capolavori. Anche il nostro paese però non è da meno. Troviamo Davide Marchese, doppiatore, Dj, interprete e chi più ne ha più ne metta. Un ragazzo che già solo con il suo sorriso è coinvolgente. Nel vedere i suoi lavori possiamo apprezzare la sua voce, accompagnata dalle immagini dei cartoni animati che ci hanno fatto sognare. Imita una variegata quantità di caratteri e ha una grande dose di autoironia che non guasta mai. 

O ancora Marika Barbieri che, oltre a possedere indiscutibili abilità canore, riesce a trasmettere la sua grande passione per la Disney e a interpretare in maniera ammirevole i suoi beniamini. Anche lei, giocando con abiti e make up, regala grandi emozioni agli appassionati del genere. Hanno così la sensazione di poter toccare con mano i propri favoriti. Infine non posso non ricordare “I Muffins”, un gruppo di quattro ragazzi che, oltre a organizzare spettacoli live, crea arrangiamenti particolari e alcune esilaranti parodie di brani famosi, vestendo i panni di alcuni dei ruoli legati al mondo di Harry Potter.

La lista potrebbe continuare a lungo, Youtube ci offre un ampio pacchetto di produzioni di qualità. Ci permette di avere una visuale di come il mondo delle cover sia cambiato. Mi permetto di dire, in meglio! Ci è stata donata una libertà che prima non avevamo e che dà la possibilità di poter esprimere l’Io artistico come meglio preferiamo. Più giochiamo con tutti gli elementi che abbiamo a disposizione, più il risultato sarà di impatto ed emozionante per chi lo guarderà!

Serena Bertoli

Serena Bertoli

Nata a Pisa nel 1990. Diplomata come Ragioniere Programmatore, professione che svolgo da dieci anni. Mamma, scrittrice per passione, cantante e creatrice di video cover.

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