La prima volta che ho conosciuto Amleto

La prima volta che ho conosciuto Amleto

Il nome attribuitomi dai miei genitori è Samuel Pepys e, devo ammettere, di non essere a conoscenza del metodo con cui si scriva un diario. Apprezzo una buona lettura, possiedo una biblioteca che può essere sicuramente considerata tra le più grandi di tutta Londra. Dopo aver a lungo riflettuto, ho preso la decisione di cimentarmi in una nuova pratica. Sento la necessità di raccontare e riportare su un foglio gli accadimenti che occupano le mie giornate, esprimere ciò che mi suscitano. Un giorno potrò dargli uno sguardo e rimembrare ciò che è successo nel mio passato e come l’ho vissuto.

Vorrei cominciare con il parlare della serata trascorsa ieri, in compagnia di mia moglie Elisabeth, con la quale condivido da sempre la passione per gli spettacoli. Dopo una pausa dalla sua rappresentazione, hanno ripreso a mettere in scena l’opera “Amleto”. Non mi era stato possibile vederla fino ad ora e così ho creduto che fosse arrivato il momento di farlo. Ci siamo recati nel nuovo teatro che sorge in Lincoln’s Inn Fields, una delle meravigliose piazze che vanta la nostra città, forse la più bella e che dona maggiore splendore alla recente costruzione.

Libri Amleto
Fonte: Unsplash

Il ruolo principale era affidato a Thomas Betterton, un talentuoso attore che ho già apprezzato per la sua bravura, raffinatezza ed eleganza. Ha la capacità di rendere totalmente suo un personaggio, dandogli un tocco personale che non va mai in contrasto con la caratterizzazione dell’autore dell’opera. Non sono difatti rimasto deluso e ho avuto la sensazione di trovarmi davvero in Danimarca, al fianco dell’erede al trono, tale era la capacità del protagonista di trasportarmi con lui. Il palco non esisteva più, era come se davanti a miei occhi ci fossero le stanze del castello di  Helsingør e io dovessi fare un semplice passo per entrarvi.

Il dramma non è ambientato in Inghilterra devo dedurne che lo scrittore lo abbia fatto per ottenere l’approvazione dei regnanti, dato l’argomento delicato. Un principe rimane orfano di padre. Egli gli appare, sotto forma di spettro, per rivelargli la verità sulla propria morte, causata, non da una naturalità degli eventi, ma dal suo stesso fratello che voleva rubargli il trono. Lo invita a vendicarlo e Amleto, giovane e inesperto delle dinamiche della corte, accetta senza neanche pensarci. 

Libro pagine bianche fiore amleto
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Il ragazzo viene colto come da una sorta di euforia ed escogita una farsa nel tentativo di far confessare suo zio. Troppo impegnato nel cercare di raggiungere il suo obiettivo, nel domandarsi se sia meglio soffrire, sopportare le proprie pene o porvi fine, distrugge ciò che lo circonda. Si allontana da sua madre che ritiene complice dell’omicidio e incolpa per essere convolata a nozze con il cognato. Uccide un innocente convinto che si tratti dell’assassino e spinge alla pazzia Ofelia, l’unica donna che abbia mai amato, rinnegando i suoi sentimenti e rifiutandola. 

L’inseguire la richiesta di una persona non più appartenente al mondo dei vivi, lo porta a dimenticare che non esistono solo intrighi, invidia, sete di potere e ricchezza, ma anche gli affetti, l’arte o la bontà di spirito. Il desiderio di fare giustizia lo acceca, ma se ne renderà conto troppo tardi. Ofelia, disperata, si getta in un lago e Laerte, suo fratello, rimasto ormai da solo, non può far altro che sfidare a duello Amleto. Con l’appoggio del nuovo re tentano di ucciderlo, ma sarà il loro stesso gioco a condurli alla morte, insieme al principe e a sua madre. 

Kronborg Slot, Kronborg, Helsingør, Dänemark Amleto
Ph. Sandra Grünewald
Kronborg Slot, Kronborg, Helsingør, Dänemark Fonte: Unsplash

Una tragedia che lascia in uno stato di angoscia, che invita a più profondi ragionamenti. A pensare che cosa sia davvero giusto, se sia saggio o meno lottare contro i propri tormenti. Se la vendetta possa donare serenità o essere un mero spreco di energie, se sia soddisfacente rinunciare all’amore per uno scopo considerato più meritevole. Una risposta corretta a tutto ciò forse non esiste. Ad ognuno di noi, fortunatamente, è data la possibilità di scegliere. Quello che posso dire, in tutta onestà, è che mi risulterebbe difficile rinunciare alla presenza di mia moglie. 

Serena Bertoli

Serena Bertoli

Nata a Pisa nel 1990. Diplomata come Ragioniere Programmatore, professione che svolgo da dieci anni. Mamma, scrittrice per passione, cantante e creatrice di video cover.

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