I dadi

I dadi

E Quindi?

Presentazione dell’autrice

Visione dell’autrice

Questa rubrica è composta da conversazioni tra l’assurdo e il quotidiano, tenute tra giovani donne dai nomi improbabili, per proiettare il fruitore del contenuto in un universo fantastico tanto distorto quanto reale.

Cinque dadi, usati per il gioco Yahtzee
X si rivolge al lettore: «Lavoro part-time come cameriera. Un desolato martedì sera come tanti, sono entrate tre clienti, hanno ordinato al banco tre birre, le hanno portate al tavolo e si sono messe a giocare ad un gioco con dei dadi.»

Stasi lancia energicamente i dadi sul tavolo.
Qualia grida: «Yahtzee di sei?!!! Che spreco!” A due mani si schiaffeggia le cosce.
Glise facendo di no con la testa: «Stasi hai più culo che anima!”
Glise e Qualia bevono un lungo sorso di birra.
Stasi placida, nel porgere i dadi a Glise: «Ci ho pensato a lungo. La cosiddetta casualità, ritengo che sia una dimensione e come tale, potenzialmente controllabile.»
Glise afferra i cinque dadi.
Qualia tendendo il braccio destro in direzione di Stasi:
«Ma ti levi …!»

Primo lancio di Glise.

Stasi: «No-no senti, lo si intuisce lanciando i dadi! Quando si viene considerati fortunati, la sensazione che indossiamo è una …concentrazione elettrizzata, ecco! Nell’euforia c’è una sorta di calma che ti permette quasi di predeterminare il risultato.»
Secondo lancio di Glise.
Qualia:
«Se continui a far la bona ti porto al bingo a sviluppare una bella dipendenza da gioco. Glise sei già a tre d’un tipo!»
Terzo lancio di Glise.
Glise: “Full house. I miei venticinque punti li ho fatti, tò Qualia». Passa i dadi a Qualia.
Stasi: «Dai che lo avete provato pure voi quello che dico! E’ simile alla sensazione di quando si lancia una palla con un obbiettivo ben preciso. Quello stato ti permette di percepire meglio il tuo corpo e l’ambiente circostante, cosicché nell’istante in cui la palla si stacca da te, ne preavvisi il tragitto.»

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#nailvarnish #basketball #ecoplay #nothingelsetodo

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Primo tiro di Qualia.

Stasi sorseggia la birra.
Glise: «Sì, questo ce l’ho presente.»
Qualia tira i dadi una seconda volta, poi dice: “Scala minima…»
Stasi: «La teoria del tutto supporta questa visione. In base a quella, credo che si possa dire che l’influsso dell’uomo sulla correlazione quantistica avvenga padroneggiando quella bella sensazione, o quantomeno, quello stato ci permette di percepire parzialmente il legame dei fenomeni.»
Glise tra sè: «No, non ci sono…»

Terzo tiro di Qualia.
Qualia spalanca gli occhi verso il basso: «Dici pio! …niente massima”. Dà i dadi a Stasi.
Glise rivolta a Stasi: «Com’è che abbiamo fatto a padroneggiare quella roba lì?»
Stasi: «Direi che… soffermarci con curiosità sulle nostre azioni, e pensare con scioltezza, ci aiuta a trascendere il nostro livello di comprensione del reale. Un desiderio, ecco. Il desiderio può influire sulla casualità.»
Stasi allunga le braccia, chiude gli occhi e lascia cadere i dadi.
Qualia: «Oh beh in quello son brava.»
Glise: «E’ culo, è culo. »

 X di nuovo al lettore: «Le ho ascoltate per caso, mentre rassettavo, e nonostante il discorso bizzarro, ho pensato che avrei voluto rincontrarle. Ma non avrei mai creduto che di lì a poco i nostri destini si sarebbero sempre più incrociati.»
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Alice Bianchi

Alice Bianchi

Nata e cresciuta a Pisa, dopo il triennio in comunicazione e il corso pre-accademico di canto lirico al Mascagni di Livorno, ha iniziato a studiare editoria digitale. Nonostante ritenga di avere una vita sconclusionata, si sente ganza e "La Ganza" l'ha fondata. Ma l'ha fatto più che altro per ruzzare in bella e buona compagnia.

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