SCHEDA PERSONAGGIO – Step Goodman

SCHEDA PERSONAGGIO – Step Goodman

Ogni città ha le sue attrazioni. Ci sono i parchi, i musei, i cinema, i bar, le discoteche, i club. Ci sono posti più o meno esaltanti, più o meno discutibili. Più o meno leciti. Ma Bennyville è l’unica a poter vantare il Mani d’oro.

Definirlo un locale è al limite dell’offesa. Persone da ogni parte di Bennyville (e oltre), di ogni estrazione sociale, con carte di credito o solo due buchi nei pantaloni, sono pronte a tutto pur di passare anche solo una serata all’interno del Mani d’oro. E non lo fanno per il mangiare o il bere (che comunque sono di tutto rispetto) o per altro, no no. Se c’è qualcosa per cui vale anche solo la pena di dire di esserci stati una volta e poi poter anche morire subito dopo, quella era Step Goodman.

Un uomo misterioso e affascinante, Step Goodman. Nessuna persona in città conosce il suo passato, da dove venga o chi lo abbia cresciuto. Di certo si sanno solo due cose: una è che ha fondato e gestice il Mani d’oro; l’altra è che per Dio (o qualunque altra divinità in ascolto) se sa suonare il pianoforte!

Infatti, oltre al suo invidiabile savoir faire e ai sorrisi sinceri, è l’intrattenimento musicale per eccellenza non solo del Mani d’oro, ma anche di tutta Bennyville. Non è un caso se il posto si chiama così: appena le sue dita si posano sul piano al centro della sala, un silenzio sacrale cala come una soffice nube sulle persone presenti, e, dopo pochi istanti, il Mani d’oro si riempie di una musica difficile da descrivere. Cattura subito l’attenzione di chiunque e non la distoglie più fino a che l’ultima nota non si è dissipata del tutto; ogni nota segue l’altra con frenesia e delicatezza insieme, come briose di vita ma consapevoli allo stesso tempo di lavorare per un fine superiore; la sua mucisa riesce a dare voglia di ballare anche al più ritroso e a placare l’animo del più rissoso.

Ma non è l’unico spettacolo che ha da offrire il Mani d’oro.

Purtroppo, non tutti gli avventori del Mani d’oro sono persone amanti della musica e della buona compagnia. O meglio, magari alcuni di loro lo sono, ma ne apprezzano più le possibilità economiche che il resto. Non è infrequente che alcuni figuri, rappresentanti poco loquaci dei clan mafiosi più potenti di Bennyville, facciano una capatina nel locale. E capita che queste persone poco raccomandabili vengano non tanto per ascoltare la musica di Step Goodman, ma per proporre un qualche affare vantaggioso. Certo, magari significa dover rendere ogni tanto conto ai loro capi, ma niente di paragonabile ai benefici che derivano dall’avere come amiche persone così potenti.

Step Goodman ha un sorriso per chiunque, e anche per questi scagnozzi dall’aria smorta e scorbutica, anche quando deve gentilmente declinare l’offerta. “La mia musica non è in vendita”, è la risposta che chiude ogni conversazione. Dopo un’affermazione del genere, le parole vengono sostituite dall’azione, purtroppo.

Ma non per Step Goodman. Per gli altri.

Step Goodman non è chiamato “Mani d’oro” solo perché suona come nessun altro al mondo, ma anche perché, proprio per non rovinare le sue mani, si rifiuta categoricamente di usarle contro qualcuno. Ciò non vuol dire che non gli piaccia comunque suonarle di santa ragione.

Appena qualche malcapitato prova anche solo a sfiorarlo con cattive intenzioni, inizia l’altro grande intrattenimento del Mani d’oro: con una velocità impressionante, i piedi di Step Goodman si lanciano in una coreografia senza eguali, in cui armi vengono tolte dalle mani degli aggressori, facce finiscono a terra senza neanche sapere come e denti volano via, pronti per essere raccolti dagli astanti. Una coreografia di armoniosa violenza, che neanche i migliori film d’azione si sognerebbero di avere.

Non c’è neanche bisogno di dire chi ne esce vincitore da così atipiche risse.

La vita di Step Goodman procede così, tra musiche al pianoforte osannate dal pubblico e piedi immersi nei ventri di sfortunati tirapiedi. Tenere fuori dalla porta la malavita sembra così facile se lo si fa alla maniera di Step Goodman, ma basterà per avere una vita tranquilla?

Tasti di pianoforte
Fonte: Pixabay
V. R. Mackenzie

V. R. Mackenzie

Laureat* in letteratura inglese (o qualcosa del genere, non è ancora del tutto chiara la faccenda) e in procinto di lanciarsi nel mondo dell’editoria a fumetti. Oltre a qualche lavoretto part time spalmato negli anni, ha svolto volontariato in ambito LGBTIQ+, collaborato con siti di recensioni e approfondimento culturale e partecipato ad allestimenti di spettacoli teatrali e corti per il web. I suoi interessi comprendono la scrittura creativa (narrativa, poesia, drammaturgia, sceneggiatura), il fumetto, la recitazione, il teatro, il cinema, le serie TV, l'animazione, i giochi di ruolo e i videogiochi. Le volpi hanno un posto speciale nel suo cuore.

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