Il Decameron de La Ganza

Il Decameron de La Ganza
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Il Decameron di Boccaccio racconta una situazione estrema: la quarantena di dieci ragazzi – uomini e donne – nelle campagne toscane per sfuggire alla peste che nel 1348 colpì Firenze. È uno di quei testi non troppo noioso, né borioso, una narrazione con una punta di goliardia, di amore, di sesso, di comunità.

La Ganza si è immaginata Boccaccio come l’amico simpatico che ti trascina fuori casa prima di cena per bere una birretta, col quale finisci dal kebbaro e che ti tiene compagnia fino al mattino con le sue narrazioni.

Il Decreto Legge, le restrizioni e la zona rossa: nulla di più distante da quello che ci saremmo potuti immaginare quando il Decameron di Boccaccio Giovanni (nato a Certaldo nel 1313, segni particolari: scrittore) era l’ennesima interrogazione della professoressa d’italiano, quella che non sorrideva mai. L’isolamento per una pestilenza di portata mondiale per noi figli della globalizzazione – con l’innata attitudine a viaggiare, a usare internet, la tecnologia, lo smartphone – era difficile da immaginare quanto quei protagonisti del Trecento.

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Che fare allora dopo che si è capito che lavorare da casa è possibile? Perché non immaginarci a Certaldo, senza connessione, né social, cornetto e caffè al bar; noi e basta. Oppure immaginarci nella casa al mare che non abbiamo o in quella in montagna isolata da tutti, con quelli a cui vogliamo bene ma ai quali non lo diciamo mai, con gli amici che vediamo sempre meno spesso, con loro lì a fissare il panorama, senza troppa ansia, senza bilanci da fare. Mettiamoci lì comodi, con il pensiero di avere il tempo per noi stessi, la cura per le nostre ferite, l’alcool e il gelato. Se due settimane fa c’avessero proposto di lavorare da casa con la possibilità di avere più tempo per noi stessi, saremmo stati felici di poter leggere quel libro non finito, di guardare quel film che la sera non ci godiamo più, di metterci in tuta per tutto il giorno.

A consigliarvi i libri da leggere e i film da vedere ci pensiamo noi de La Ganza, col desiderio di farvi riscoprire il Decameron come fosse un esperimento filmico-letterario, ovviamente, senza farvi muovere dalla vostra abitazione.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di farvi apprezzare le cose più banali, quelle più antiche che ormai si vedono solo nei film, quelle di cui i libri più belli parlano con nostalgia. Prendetevi del tempo, il vostro tempo e plasmatelo in base a ciò che più vi manca, a quello che – se ci pensate per un attimo – vi riporta ad essere i bambini che la domenica assaggiavano in anticipo il sugo di mamma con la complicità di papà. Ascoltatevi, guardatevi e prendetevi cura di quello che sognate essere, sia dentro che fuori.

La proposta de La Ganza è di aiutarvi a scegliere se non sapete che pesci prendere, se finito il libro o film che vi stava a cuore, nuotate nel mare magnum delle possibilità che la rete vi offre, delle classifiche, dei cinque, dieci, mille film da guardare prima di morire. La quarantena non sarà quello che ci aspettavamo, ma perché sprecarla senza poter dire di aver visto un film sorprendente, di aver letto un libro che volevamo non finisse?

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Noi di La Ganza speriamo che la nostra rubrica Decameron vi guidi nella lettura più profonda di voi stessi, che vi faccia scoprire nuovi amori, che stracci i vostri confini, che vinca ogni remora, che vi faccia chiudere le porte che sapete essere dei tunnel senza luce, che vi guidi per mano là dove non siete ancora stati. Alcuni consigli dunque per non sentirvi soli dentro le mura di casa vostra e ricordarvi di volervi bene come ne volete al vostro divano!

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Olga Rizza

Olga Rizza

Classe '91, nata e cresciuta in Sicilia, trapiantata in Toscana. Ho una laurea in "Lettere moderne", la propensione a essere seria e l'evidenza di non riuscirci mai pienamente; non possiedo – invece – la capacità di sintesi. Appassionata di fughe, cambiamenti, fantasia, creatività e di tutto quello che è originale. Sono un'insegnante che, secondo i miei alunni undicenni, assomiglia a Sfera Ebbasta. Osservo tanto e prendo spunto da ogni cosa, anche la più semplice, per parlare su medium.com/@olgaerre di quanto le relazioni siano belle e complesse. Il divano di casa mia è perfetto per leggere romanzi e racconti contemporanei, bere del Chianti, scrivere, guardare film, farci l'amore. Sono orgogliosa dei miei anelli alle mani, di aver creato Maietta, di essermi riappacificata col mais.

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