Abbracci salariati

Abbracci salariati

C’era una volta un bimbo di nome Ugo che aveva un nonno molto cattivo. Ogni volta che rimanevano da soli, Nonno Diavolo parlava male a Ugo di tutti quanti e se Ugo provava a difendere chicchessia, il nonno gli dava addosso.

Una volta che erano in macchina insieme, Nonno Diavolo gli disse: «Se non dici che la tua mamma è una poco di buono e il tuo babbo un celebroleso, ti mollo qui ». Ugo rispose che non lo avrebbe mai fatto, e il nonno fece quanto detto.

Ugo si perse cercando la strada di casa del nonno, che era la più vicina, ci impiegò un tempo lunghissimo, ma la trovò.

Nonno Diavolo continuò, come sempre, a dire brutte cose cattive sulle persone che gli stavano a cuore.
Il piccolo Ugo provava tantissime emozioni, troppe da contenere, gli venne d’impeto d’abbracciare il nonno.
Nonno Diavolo nella stretta di Ugo si irrigidì tutto, a disagio staccò via il bimbo e andò nell’altra stanza dicendo: «Ti prendo la paghetta!».
Ugo non aveva mai avuto la paghetta…
Quel giorno decise che avrebbe dato più abbracci.

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Alice Bianchi

Alice Bianchi

Nata e cresciuta a Pisa, dopo il triennio in comunicazione, sta concludendo il corso pre-accademico di canto lirico al Mascagni di Livorno. Ora si sente ganza e La Ganza l'ha fondata, ma l'ha fatto più che altro per ruzzare in bella e buona compagnia.

2 pensieri su “Abbracci salariati

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